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AMBIENTE

Un impianto fotovoltaico che distruggerà 160 ettari di terreno agricolo

Moreno Ferrari portavoce del Comitato lasciateci Respirare di Lendinara (Rovigo) lancia l’allarme, e sollecita una chiara presa di posizione, anche per tranquillizzare i numerosi agricoltori messi in agitazione dalla notizia

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LENDINARA (Rovigo) – Il comitato lasciateci Respirare di Lendinara lancia l’allarme: “Nei giorni scorsi siamo venuti a conoscenza, su segnalazione numerosi cittadini, che su alcuni terreni in zona Campomarzo a Lendinara sorgerà un nuovo impianto fotovoltaico a terra e che tale impianto andrà quindi a rovinare centinaia di ettari di terreno che dovrebbero essere invece utilizzati a scopo agricolo andando in direzione contraria alla legge regionale 6 giugno 2017 sul “Contenimento del Consumo di Suolo”. 

“L’enorme parco fotovoltaico sarebbe realizzato fra la frazione di Barbuglio e quella di Campomarzo”. A parlare è Moreno Ferrari portavoce del Comitato che aggiunge: “Sarà un impianto fotovoltaico che distruggerà 160 ettari di terreno agricolo a vocazione orticola”. Si parla di 1milione e 600mila metri quadri, quasi il doppio di quello di San Bellino, senza contare che a Barbuglio inizia il percorso ciclabile Adige-Po e proprio nell'area a ridosso dell'argine la Consulta di Saguedo, Campomarzo e Barbuglio auspica la nascita di un parco comunale dell'Adige per valorizzare la zona e le sue peculiarità. Si tratta di una zona con una valenza paesaggistica e ambientale, per cui “Sarebbe uno scempio paesaggistico inaccettabile, con un inevitabile impatto anche sul micro clima locale” rileva Ferrari.

Pare che il Sindaco di Lendinara e Loris Tietto presidente del Tavolo ambientale siano contrari alla realizzazione ma il Comitato sollecita una chiara presa di posizione, anche per tranquillizzare i numerosi agricoltori messi in agitazione dalla notizia, prima che il progetto di cui si parla giunga agli uffici comunali.

“Luigi Viaro, ci dica in tutta onestà se la notizia giuntaci dai nostri concittadini allarmati corrisponde al vero, ma avvisiamo che noi ambientalisti rompiscatole non intendiamo demordere e, se necessario,  faremo valere le nostre ragioni nei banchi del tribunale”.

Secondo il portavoce del Comitato il progetto è solamente una chiara speculazione finanziaria, che intende sfruttare la classificazione dell’area dichiarata zona agropolitana negli strumenti di pianificazione territoriale della Regione, appetibili per questo genere d’iniziativa ma con nessun vantaggio per l’economia locale. 

Anche l’assessore Cristiano Corazzari è intervenuto sulla necessità di contemperare due interessi pubblici, quello dello sviluppo delle energie rinnovabili con quello della salvaguardia del consumo di suolo agricolo. Con un comunicato del 9 luglio scorso, infatti, l’Assessore regionale ha messo in guardia sulle nuove realizzazioni fotovoltaiche che, per effetto degli incentivi economici decisi dal Governo e rinnovati con il Decreto Rilancio, rischiano di depauperare pesantemente il bene prezioso rappresentato dal suolo agricolo. Corazzari pone l’accento sul rischio discendente dal fatto che “… molte di queste installazioni di grande dimensione sono realizzate con fondi d’investimento che operano in modo speculativo, sulla base di incentivi energetici e nulla portano in termini occupazionali sul territorio”.

Ora, dunque, la palla sembra passare al sindaco Luigi Viaro.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Lunedì 24 Agosto 2020

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