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ESPLORAZIONE

Un due giorni ricca d'avventura nel Delta del Po per i Reparti Giovani Eploratori

L'associazione nazionale che va a continuare l'attività scout anche dopo i 21 anni, ha deciso di fare un'esperienza in canoa per il territorio del Delta del Po (Rovigo)

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PORTO VIRO (Rovigo) - All’insegna dell’avventura,della storia e dello spirito di adattamento, si è svolto nei due giorni dal 21 al 22 agosto scorso nel meraviglioso scenario del Delta del Po, l’uscita della nascente associazione nazionale Reparti Giovani Eploratori, l’associazione laica, nata nella città di Porto Viro, dalla volontà di alcuni giovani, essa persegue il metodo educativo scout ed accoglie ragazzi e ragazze dai 12 ai 21 anni, ma anche adulti che
desiderano abbracciare lo stile di vita di questo grande movimento fondato da Baden Powell nei primi del '900.

"Dopo aver affrontato nelle settimane precedenti diverse attività predisposte allo studio dell’ambiente deltizio (conformazione, natura, storia, miti e leggende) e una propedeutica all’utilizzo della canoa, siamo partiti alle ore 9 dalla frazione di Tolle, nel comune di Porto Tolle con 3 canoe". Spiegano i rappresentati di questa associazione nazionale. 

"La prima sosta ha avuto luogo presso l’oasi di volta Vaccari, dove i ragazzi, hanno potuto dilettarsi, nell’osservare diverse specie di piante e di volatili. Dopo una breve pausa pranzo, abbiamo raggiunto Scano Boa, dove ci si è attrezzati per la notte e dove i ragazzi, si sono preparati il rancio con l’ausilio di attrezzature da campo, la sera giochi e attività di osservazione della volta celeste alla scoperta delle costellazioni e propedeutica all’orientamento e alla navigazione notturna con l’ausilio della luna e delle stelle".

"Al mattino abbiamo raggiunto con qualche difficoltà data dalle condizioni delle correnti e dal vento il faro di punta Maistra “Pila”, per proseguire poi verso l’isola della Batteria, un tempo abitata e ricca di storia del passato del Delta padano, dove è possibile ammirare ancora oggi i resti semisommersi, a causa della subsidenza(abbassamento del suolo), di un azienda agricola, un idrovora e delle postazioni di artiglieria, risalenti alla prima guerra mondiale".

Concludendo: "L’esperienza si è conclusa, risalendo poi il Grande fiume fino al rifugio di Punta Maistra. I ragazzi si sono distinti dimostrandosi ottimi navigatori, sono stati tre giorni passati in compagnia di grandi animi e circondati di grande armonia, un elogio a tutti sia accompagnatori, ma soprattutto ai ragazzi per la preparazione dimostrata".
Articolo di Lunedì 24 Agosto 2020

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