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Lorenzoni: "Servono investimenti per la vivificazione delle lagune". Pan: "Milioni spesi per il comprensorio ittico del Delta del Po"

Botta e risposta a distanza tra Arturo Lorenzoni, candidato presidente regionale per il centro sinistra, e Giuseppe Pan, assessore regionale alla pesca, per quanto riguarda gli investimenti da fare nel Delta del Po (Rovigo)

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SCARDOVARI (Rovigo) - Il candidato del centrosinistra Arturo Lorenzoni ha incontrato questa mattina 27 agosto i pescatori della laguna a Scardovari nel Delta del Po. Accompagnato dai candidati del Veneto che Vogliamo della provincia di Rovigo Aldo D’Achille, Enrico Bonato ed Enrica Muraro, dalla consigliera provinciale di Rovigo, Sara Mazzucato, dal presidente del Consorzio cooperative pescatori del Polesine, Luigino Marchesini e da numerosi pescatori della laguna, fin dalle 6 del mattino Lorenzoni ha potuto apprezzare la preziosa opera di questi lavoratori. 

"Oltre la metà dei lavoratori del Consorzio è composta da donne, per lo più giovani - ricorda il candidato. "Passione, sacrificio e perseveranza sono le caratteristiche di un mestiere particolare che si trasmette da generazioni e contribuisce all’equilibrio ambientale di uno dei luoghi più affascinanti della nostra regione".

"Le fatiche di queste persone sono però a rischio, hanno spiegato i lavoratori. Negli ultimi 10 anni la quantità di pescato è diminuita drasticamente, con un impatto sui fatturati e quindi sulle economie familiari. Solo negli ultimi tre anni si è dimezzato".

"È urgente l’investimento di 10 milioni nei prossimi 5 anni per consentire interventi di manutenzione e di vivificazione della laguna, prima che questa risorsa unica nel suo genere venga compromessa in modo irreversibile - ha affermato Lorenzoni - il territorio va tutelato e considerato nelle sue specificità".

"È necessario uno sviluppo maggiore del turismo sostenibile anche tramite un’azione forte di promozione, valorizzando le straordinarie risorse che il territorio offre: dalla produzione di cozze dop, uniche nel panorama europeo, alle vongole, dalle ostriche perla del delta all’agricoltura. Da qui è possibile costruire insieme con i pescatori e con gli abitanti delle buone pratiche per la conservazione del territorio e lo sviluppo delle attività economiche".

Concludendo: "Noi vogliamo dare finalmente voce alle lavoratrici e ai lavoratori del Delta del Po, ai pescatori e a tutte le realtà che silenziosamente contribuiscono al benessere delle persone e dell’ambiente. Nessun territorio è periferico e nessuno deve essere lasciato solo".

Pronta la replica dell'assessore regionale alla pesca Giuseppe Pan: ​​​​​​“Questa amministrazione ha investito negli anni milioni per la vivificazione delle lagune e in particolare per il comprensorio ittico del Delta del Po”. 

“Agli interventi strutturali per oltre 3,2 milioni di euro di dragaggio dei fondali della rete di canali sublagunari posti in prossimità delle bocche a mare o di consolidamento manufatti idraulici che regolano gli scambi idrici tra laguna ed esterno eseguiti nella sacca di Scardovari, nella laguna di Barbamarco e in quella di Caleri, vanno aggiunti i contributi straordinari alle imprese e ai consorzi polesani dell’acquacoltura per mitigare le perdite causate dall’anomala morìa di vongole che si è verificata tra gennaio e marzo, nonchè gli investimenti sui programmi per la promozione dei prodotti sui mercati nazionali e internazionali e a favore dei centri ittici".

"L’acquacoltura è il vero ‘oro’ del Delta e va valorizzato in ogni modo, soprattutto proteggendo l’habitat naturale”. 

"La leva pubblica azionata in questa legislatura a sostegno delle imprese ittiche del Veneto – ricorda l’assessore - supera i 35 milioni di euro tra premi a fondo perduto, risorse per progetti di investimento e partecipazione a progetti europei di ricerca e innovazione, come Dory e Adri-Smartfish.

“Un impegno che continua anche in questi giorni – annuncia il rappresentante della giunta veneta – con l’ormai imminente pubblicazione sul Bur del bando che offrirà  una ulteriore possibilità di ristoro alla flotta dei pescherecci veneti delle acque interne e lagunari, ai relativi centri ittici e alle imprese dell’acquacoltura penalizzate dall’emergenza Covid: è infatti in arrivo un bonus straordinario di un milione di euro, da assegnare alle imprese ittiche in proporzione al numero di barche e di operatori, a parziale ristoro dei danni subiti a causa del lockdown".

Concludendo: "L’attività dei circa 700 pescherecci della ‘flotta veneta’ e quella delle 1360 imprese di allevamento e acquacoltura nelle valli da pesca e nelle acque lagunari  sono i due caposaldi dell’economia costiera del Veneto, che la Regione intende preservare e sostenere con determinazione”. 

Articolo di Giovedì 27 Agosto 2020

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