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COMUNE

Il Caffè Grande diventa anche ristorante

Novità per lo storico locale di Lendinara (Rovigo), il bando scadrà il 30 ottobre e prevede di ampliare la concessione dello storico caffè ubicato sotto la loggia comunale a ben dodici anni

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LENDINARA (Rovigo) – Scaduta la concessione settennale di Remo Bellodi (2013-2020), il Comune con delibera 127 del 25 agosto, ha emanato il nuovo bando di affidamento in concessione d’uso del Caffè Grande, di proprietà comunale.

La novità che si evince è questa: il nuovo conduttore del Caffè Grande che ora potrà fare anche ristorazione, purché garantisca orari di apertura ampi quando ci siano eventi in città e presentando un programma di manutenzione e allestimento degli arredi.

Il bando scadrà il 30 ottobre e prevede di ampliare la concessione dello storico caffè ubicato sotto la loggia comunale a ben dodici anni.

Il contratto con Bellodi è stato prorogato di qualche mese per avviare l'iter per la nuova gara rallentato causa emergenza sanitaria e prevedeva un canone d'affitto di 1.150 euro al mese con adeguamento annuale agli indici Istat. Il nuovo canone di locazione viene aumentato, ma il nuovo bando prevede anche nuove possibilità per chi si aggiudicherà la concessione.

Oltre alla novità della somministrazione di alimenti e bevande, tenuto conto che i locali dello storico caffè sono idonei al servizio di ristorazione, il bando prevede che le due salette attualmente non affittate,  potrebbero essere oggetto di concessione se necessarie per l'adeguamento dei servizi igienici alle normative vigenti, in base alla prescelta tipologia di attività di somministrazione da esercitare congiuntamente all'attività di bar-caffè.

In questo caso, cioè dell’adeguamento dei servizi, il concessionario dovrebbe però farsi carico delle opere di adeguamento dei locali alle norme urbanistiche e igienico-sanitarie. Per avere in affitto l’ottocentesco caffè, si parte da un canone a base di gara di 1.600 euro al mese. Fra i requisiti per partecipare c’è quello di aver gestito nell’ultimo decennio un locale di somministrazione di alimenti e bevande per almeno tre anni (anche non continuativi), con un volume d'affari medio annuo di almeno 70mila euro negli ultimi due anni di esercizio. Il Comune sceglierà il nuovo concessionario considerando non solo l'offerta con il maggior rialzo rispetto al canone a base di gara, ma anche il progetto gestionale presentato. Chi vuol prendere in mano il caffè dovrà descrivere nel dettaglio gli interventi di manutenzione che intende fare e l'allestimento del servizio relativamente, ad esempio, agli arredi e all'utilizzo dello spazio esterno.

Nel bando si chiarisce, infine, che nella scelta incideranno anche gli orari di apertura proposti, soprattutto in relazione a possibili aperture straordinarie legate ad iniziative, eventi e festività, questo contribuire alla rivitalizzazione del centro storico e alla promozione generale della città, nonché per evitare il ripetersi di chiusure inopportune con conseguenti disagi al pubblico, come lamentato in occasione degli spettacoli teatrali al Ballarin.

Ugo Mariano Brasioli

 

 

Articolo di Venerdì 28 Agosto 2020

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