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CONSIGLIO COMUNALE ADRIA

Nulla da fare ad Adria: la maggioranza abbandona il consiglio comunale. La scusa sarebbe una domanda di troppo

13 punti all'ordine del giorno da analizzare, ma ci si ferma subito questione Coimpo, con il presidente del consiglio Francesco Bisco che decide di sospendere la seduta dopo la richiesta di delucidazioni della consigliera Giorgia Furlanetto

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ADRIA (Rovigo) - Sempre tensione in consiglio comunale ad Adria, e nella serata di giovedì 27 agosto gli animi della maggioranza si sono subito agitati alla richiesta della consigliera comunale Giorgia Furlanetto in merito alla preclusione al pubblico del consiglio e le modalità di accesso per i rappresentanti della stampa locale. Secondo Furlanetto infatti sarebbe stata presente in aula almeno una persona non autorizzata. Il presidente del consiglio Francesco Bisco ha liquidato la domanda dicendo che la stessa lo era e che non era il momento di discutere.

Dopo le comunicazioni del sindaco Omar Barbierato, si è parlato di Coimpo e della contribuzione della Regione Veneto nella caratterizzazione dei fanghi presenti nello stabilimento di Ca' Emo (LEGGI ARTICOLO) e non sono mancate le reciproche accuse tra maggioranza e minoranza. Da una parte Giorgia Furlanetto ha sottolineato: "Alla faccia del successo della sua amministrazione, sindaco Barbierato! L'amministrazione comunale per la caratterizzazione e la messa in sicurezza del sito Coimpo, dovrà mettere di tasca propria 185.000 euro; inoltre il bando vinto è un merito della Regione Veneto che mette a disposizione l'80% della somma necessaria". 

Pronta la replica del consiglie comunale Sara Mazzucato: "Io ho vissuto sulla mia pelle la situazione di Coimpo e di Ca' Emo e tanti sono stati i politici a prometterci tante cose, ma alla fine la situazione è rimasta sempre la stessa, anzi sempre in peggioramento". Ritorna però subito la consigliera di Fratelli d'Italia che commenta: "Proprio la consigliera Mazzucato parla, che è anche consigliere provinciale con delega all'ambiente, e che proprio la Provincia di Rovigo ha risposto picche per pagare quelle che sono proprio le spese di bonifica, per cui un altro risultato pessimo dell'amministrazione che ha un rappresentate in provincia, portando però a casa nulla". 

La provincia di Rovigo è in fallo per non poter disporre delle garanzie fideiussorie adeguate e necessarie al ripristino ambientale del sito inquinato, previste per il rilascio dell'autorizzazione al soggetto privato di operare, risultate inescutibili. Oltre al sito di Coimpo, lo stesso problema la provincia di Rovigo lo ha creato con la discarica di Taglietto zero a Villadose dove, addirittura, le fideiussioni inescutibili erano due, una da parte del gestore, ed una da parte del Consorzio Rsu azienda speciale.

Nell'intervento del primo cittadino Omar Barbierato su Coimpo non si parla di Provincia e nemmeno si odono ringraziamenti rivolti a Venezia: "Sono orgoglioso della vittoria del bando - afferma il primo cittadino - e credo che prima di parlare bisognerebbe anche dare delle soluzioni invece di criticare e basta". Sulla stessa lunghezza d'onda il consigliere Enrico Bonato: "Sono del parere che la bravura è stata tutta dell'amministrazione comunale che è arrivata alla vittoria del bando, perchè tanto è stato il lavoro da parte di tanti". 

Giorgia Furlanetto ritorna quindi sulla questione pubblico in aula replicando la richiesta iniziale al presidente del consiglio, e nominando inoltre il nome della persona in questione visto che la maggioranza sembrava fare "orecchie da mercante" scatenando però l'ira di tutta i consiglieri di Barbierato che hanno abbandonato l'aula decidendo di interrompere i lavori ad eccezione di Sara Mazzucato e Cristian Andriotto, rimasti seduti sui banchi. Non sono mancate neppure le minacce, con il consigliere Simone Donà che ha detto: "Furlanetto lei verrà denunciata e vedremo come si difenderà in tribunale".

A questo punto il segretario comunale ha fatto l'appello e mancando il numero legale la seduta è stata sospesa alle 23.30. I buoni propositi messi all'ordine del giorno, ben 12 punti, non sono stati quindi discussi.

"Adria merita di meglio - lo sconsolato commento del rappresentante della minoranza Lamberto Cavallari - Se la maggioranza non riesce nemmeno a tener testa a legittime richieste di informazioni di un consigliere che ha ancora 5 minuti di intervento siamo proprio messi male... Serve calma e gesso, ed una idea per la nostra città, purtoppo non ci sono".
Articolo di Venerdì 28 Agosto 2020

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