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POLITICA

Il Sindaco interviene sulla paternità dei Varchi elettronici

Ci sono già le prime multe nella zona pedonale di Badia Polesine (Rovigo) sorvegliata dalle telecamere, intanto è polemica tra Manuel Berengan, e il primo cittadino Giovanni Rossi che si prende i meriti del provvedimento

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BADIA POLESINE (Rovigo) – La politica si nutre della polemica e la trova anche quando una decisione sembrava aver messo tutti d’accordo. È bastato invece un video postato dal consigliere di minoranza Manuel Berengan per riaccendere le diatribe su di chi sia il merito dell’avvenuta installazione dei varchi elettroni. Per una volta non è la spesa (21mila euro) a tener banco ma il merito della soluzione adottata che dovrebbe aver risolto, una volta per sempre, la regolazione dell’accesso nella zona a traffico limitato di piazza Vittorio Emanuele II.

Con un documento firmato dal comandante della polizia locale Silvio Trevisan, infatti, è stata istituita un’area pedonale urbana nella centralissima piazza, con tanto di divieto di sosta con rimozione che inizia dai 30 minuti antecedenti l’attivazione dei varchi elettronici collocati sia in San Giovanni che in via Danieli.

Gli occhi elettronici sono entrati in funzione mercoledì scorso, dopo l’Ok della Giunta, e fotografando i trasgressori (pare ci siano già le prime multe) risolvono finalmente il decennale problema legato ai pilomat, regolarmente divelti, e alle paratie mobili puntualmente spostate.

Tutto bene dunque? Manco a dirlo perché, come anticipato all’inizio, a seguito del video di Berengan, si è subito accesa la diatriba social sulla paternità della decisione, spingendo qualcuno a ricordare che: “L’installazione dei varchi non è merito del Pd”.

Per ripristinare la verità storica stemperando gli animi, il sindaco Giovanni Rossi, sollecitato, salomonicamente è intervenuto semplicemente per ripristinare la concordanza dei tempi nella narrazione. “È lapalissiano che un provvedimento della maggioranza non possa essere merito della minoranza, ha dichiarato Rossi, specialmente se chi lo sostiene è stato in amministrazione otto anni, nel corso dei quali avrebbe benissimo potuto assumere quel provvedimento, ma non intendo fare captatio benevolentiae quando affermo che Manuel Berengan è un politico appassionato che ha il pregio di venirmi a cercare per confortarsi sui problemi e, se su molte cose la pensiamo diversamente, nondimeno ne apprezzo la ricerca di un leale confronto”.

Una tempesta in un bicchier d’acqua verrebbe da dire dunque, ma con l’onda lunga della campagna elettorale per le regionali che incombe, tutto è possibile.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Martedì 1 Settembre 2020

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