Condividi la notizia

POLITICA ADRIA

Lo strano caso del consigliere, autorizzato dai cittadini che lo hanno eletto, che deve chiedere permesso al segretario comunale [VIDEO]

Continua l'azione di contrasto a Giorgia Furlanetto di Fratelli d'Italia dopo l'estromissione dal consiglio comunale in streaming, l'espulsione dal comune di Adria e la necessità di fare sempre richiesta al dirigente Gianluigi Rossetti

0
Succede a:
ADRIA (Rovigo) - Non è finita. Il caso di Giorgia Furlanetto continua a far parlare di sè e oltre alla solidarietà della collega di partito Cristina Folchini (LEGGI ARTICOLO) arriva anche il videomessaggio di sostegno del coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, Luca De Carlo, per quanto successo nella mattina di lunedì scorso 31 agosto (LEGGI ARTICOLO), ossia l'espulsione dal comune di Adria ordinata dal segretario generale Gianluigi Rossetti.

Dopo essere andata in commissariato per denunciare il segretario comunale e aver riflettuto sull'accaduto, la consigliera comunale ha deciso di tornare sull'argomento insieme al commissario provinciale di Rovigo di Fratelli d'Italia, Alberto Patergnani, che commenta così nel pomeriggio di martedì 1 settembre: "Non posso che essere allibito dal comportamento di un funzionario comunale che dovrebbe garantire imparzialità e che dovrebbe essere disponibile nel dare informazioni a chi lo chiedesse, a maggior ragione se questo è un consigliere comunale come nel caso di Giorgia". 



Successivamente è proprio la diretta interessata, Giorgia Furlanetto, che ripercorre quella che è stata la vicenda, specificando che: "Non capisco come il sindaco possa dare una sua versione dei fatti, quando lo stesso non era presente durante quello che è accaduto". Per poi spiegare altri fatti importanti accaduti nella mattinata di martedì 1 settembre: "Mi sono recata nuovamente presso il comune di Adria e ho chiesto se potevo accedere, chi mi ha accolto ha detto che spettava al segretario dire chi poteva o chi non poteva entrare, in quanto serviva un'autorizzazione dello stesso". "A questo punto sono entrata comunque ed è stato lo stesso segretario a farmi chiamare perchè mi voleva parlare". 

"Durante il dialogo si è cercato di arrivare ad un riappacificamento, ma alla mia richiesta delle medesime informazioni mi è stata risposta la stessa cosa di lunedì, ossia che mi verrà data risposta scritta nei termini di legge, peccato che ancora un volta il segretario si sbagli, dato che come consigliere comunale ho diritto alla visione immediata degli atti". 

"Inoltre ha rincarato la dose dicenso che da oggi in poi ogni volta che si dovrà fare accesso agli atti, la medesima richiesta potrà essere fatta solo in forma scritta e via pec e non su appuntamento; insomma un vero e proprio limite per tutti noi consiglieri comunali nel cercare di espletare la nostra funzione di consigliere, dove il segretario comunale dovrebbe essere una figura imparziale e non al servizio dell'amministrazione comunale, cosa che ormai sembra palese". 

Concludendo: "Passando poi al sindaco mi chiedo veramente con che faccia dia la propria interpretazione dei fatti, visto che non era presente; ha quindi già deciso che quello che ha detto il segretario è pura verità?". "Spero che sia fatta chiarezza, ma farò sicuramente riferimento a sua eccellenza il prefetto dopo questo fatto, dato che credo che il comportamento del segretario comunale sia fuori luogo e soprattutto non consono al regolamento comunale che lui stesso dovrebbe sapere meglio di chiunque altro".  
Articolo di Martedì 1 Settembre 2020

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it