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BADIA POLESINE

Un dopo di noi nel Villaggio del sole

Terminato l’intervento a Badia Polesine (Rovigo) nell’edificio confinante con la casa di riposo, l’idea è di destinarlo anche a famiglie in difficoltà economica, per far si che possano accedere a questo tipo di soluzione abitativa

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BADIA POLESINE (Rovigo) – Finiti sostanzialmente i lavori, il presidente del consiglio di amministrazione Tommaso Zerbinati parla chiaramente di come intenda utilizzare la nuova struttura. L’idea è di destinare il primo piano e i cinque mini alloggi di circa 50 metri quadrati attrezzati, alla realizzazione di un “Dopo di noi” per figli disabili che sopravvivono a uno o entrambi i genitori, offrendo una risposta assistenziale che ripropone il concetto di focolare domestico. L’edificio confinante con la casa di riposo, offrirebbe una valida alternativa all'istituzionalizzazione del disabile, favorendo un'esperienza quanto più autonoma possibile, pur potendo beneficiare di tutti i servizi offerti dalla casa di riposo, quali la lavanderia, i pasti, la pulizia dei locali e la palestra che verrebbero contabilizzati dall'ospite al centro servizi mediante un'apposita convenzione.

Sono due le possibili soluzioni: la prima è la classica locazione dell'appartamento con una formula tutto incluso che considera nel canone la contabilizzazione a forfait delle utenze domestiche, la seconda contempla l'acquisto dell'usufrutto dell'alloggio “vita natural durante” della persona disabile. In questo caso le utenze sarebbero a carico dell'ospite. L'opzione relativa all'usufrutto rappresenta una innovazione nell'ambito del Dopo di noi, in quanto libera la persona dall’assillo di una idonea soluzione per il resto dei suoi giorni. Con questa soluzione la nuda proprietà rimarrebbe in ogni modo della Casa, salvaguardando il patrimonio.

“L’idea dell’usufrutto, sostiene il presidente Tommaso Zerbinati, oltre che essere innovativa nel territorio, darebbe una risposta sociale all’utilizzo del Villaggio del Sole, coerente con le previsioni iniziali”. In questo momento l’Amministrazione sta valutando alcuni preventivi per le cucine con soluzione domotica e le camere da letto, “…l’obiettivo è quella di personalizzare il prodotto adeguandolo alle esigenze dell’utente”. Questa soluzione pionieristica risulterebbe più aderente alle aspettative della famiglia sul Dopo di noi, rispetto a quella della locazione. L’unico aspetto negativo, chiaramente, è l’impegno di spesa per le famiglie interessate, ovviamente importante.

Per questo il presidente Zerbinati ha in mente un’altra idea: chiedere alla Regione di approntare un fondo di rotazione per famiglie in difficoltà economica per far si che possano accedere a questo tipo di soluzione abitativa che, per sua natura esclude la possibilità di accendere di un mutuo. Ecco che questo finanziamento ad hoc per l’acquisto dell’usufrutto creerebbe altresì un circolo virtuoso alimentato dalle rate di ammortamento del fondo che alla fine si autofinanzierebbe.

Essendo l’Ente di diritto pubblico, verosimilmente per l’assegnazione si dovrà procedere con un bando di gara di evidenza pubblica, a garanzia d’imparzialità. Le singole esigenze e le personalizzazioni andranno dettagliate a posteriori.

Infine una considerazione economica: rimanendo la destinazione a fini sociale l’Ente risparmierebbe (per i due piani) circa 5mila euro l’anno di IMU.   

Ugo Mariano Brasioli

 

Articolo di Mercoledì 2 Settembre 2020

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