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Folchini: "Il 14 settembre sarà il caos nelle scuole, ma non per colpa della Regione Veneto"

La candidata per Rovigo di Fratelli d'Italia Cristina Folchini punta il dito contro le incertezze e la mancanza di comunicazione ai genitori. Troppe le incognite ancora da svelare da parte di un governo inadeguato

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ROVIGO - “La preoccupazione delle famiglie per la riapertura delle scuole è giustificata: non ci sono informazioni certe relative alle modalità di ripresa in sicurezza” afferma Cristina Folchini, candidata per Fratelli d’Italia alle prossime regionali del Veneto.

"Sono una madre, prima di essere una lavoratrice ed una donna impegnata in politica. Personalmente non ho ricevuto dalla scuola di mio figlio alcuna comunicazione in vista della ripresa del prossimo 14 settembre, così come nessuna delle mamme che mi hanno contattato. I nostri figli potranno fare la ricreazione? Usufruiranno del servizio mensa nelle apposite sale o consumeranno i pasti direttamente al banco? Basterà l'80% della capienza sui mezzi di trasporto per garantire il servizio o è una azione di facciata solo per creare nuove complicazioni alle famiglie da parte di un governo assolutamente inadeguato nella gestione della crisi pandemica?

Sarà il caos. Il governo brancola nel buio e non è in grado di garantire la riapertura in sicurezza” afferma Folchini.

“Si devono trovare le risorse per aumentare il servizio trasporti, mi aspetto l'introduzione dei termoscanner in tutti gli istituti scolastici per effettuare il monitoraggio degli ingressi a contrasto della diffusione del Covid-19, le famiglie devono essere garantite che la scuola si faccia carico anche di uno studente che volesse entrare con una alterazione sospetta, ospitandolo in spazi sicuri, isolati dal resto dei compagni, senza inutili allarmismi, ma secondo protocolli chiari, purtroppo ancora da scrivere.

Ascolto le richieste, le titubanze e le paure di tante mamme polesane e non riesco a rispondere. Mi chiedo: cosa stiamo aspettando?

A loro dico: sono dalla vostra parte e solidale con le vostre preoccupazioni perché anch'io ho un figlio che vorrei vivesse in un contesto scolastico sicuro e preparato al problema del momento. Non è certo un problema della Regione, ma di un ministro che si è preoccupata per mesi di mettere le rotelle ai banchi invece che preoccuparsi di rispondere alle esigenze delle famiglie italiane”.
Articolo di Mercoledì 2 Settembre 2020

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