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#elezioniVENETO2020

La Cisl Padova Rovigo ha incontrato i candidati

I rappresentanti delle categorie economiche e dei servizi della Cisl Padova Rovigo hanno incontrato mercoledì 2 settembre nella i candidati polesani di “Il Veneto che vogliamo” Enrica Muraro, Enrico Bonato, Aldo D’Achille e Sara Quaglia

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Stefania Botton e Samuel Scavazzin

ROVIGO - Il segretario generale Samuel Scavazzin e i rappresentanti delle categorie economiche e dei servizi della Cisl Padova Rovigo hanno incontrato mercoledì 2 settembre nella sede della Cisl di Rovigo in via Tre Martiri i candidati polesani di “Il Veneto che vogliamoEnrica Muraro, Enrico Bonato, Aldo D’Achille e Sara Quaglia. Al centro dell’incontro, politiche da mettere in campo per rispondere alle esigenze della comunità, dei cittadini, dei lavoratori, dei giovani e dei pensionati, del mondo del lavoro e dell’associazionismo.

“Siamo un sindacato libero e indipendente – ha esordito Scavazzin – aperto al dialogo con tutti e intendiamo esprimere le nostre idee e le nostre proposte a tutti i candidati. Ringrazio i candidati di “Il Veneto che vogliamo” che partecipano a questo incontro e Sandro Quadrelli di Articolo 1, che si è adoperato per organizzarlo. Come Cisl Padova Rovigo abbiamo dei punti che ci stanno particolarmente a cuore. Sono fondamentali il lavoro e la ripartenza, investimenti mirati e politiche di reindustrializzazione. E’ necessario inoltre migliorare le politiche attive sul lavoro. Infine voglio sottolineare l’urgenza della riforma delle Ipab e di investimenti sulle infrastrutture”.

I candidati si sono presentati. Enrica Muraro, 36 anni di Lendinara, operatore socio sanitario e per questo interessata alla situazione dei servizi socio-sanitari. Sara Quaglia, 36 anni di Badia Polesine, lavora nel mondo della cooperazione internazionale e si occupa prevalentemente di donne e bambini. Enrico Bonato, 31 anni, consigliere comunale ad Adria e ingegnere civile, da anni politicamente attivo sul territorio. Aldo D’Achille, 49 anni di Lendinara, sindaco di San Bellino e per questo coinvolto in prima persona nei cambiamenti che l’apertura di Amazon porterà sul suo Comune.

Sono quindi intervenuti alcuni operatori sindacali. Michele Roveron ha sottolineato l’importanza di mantenere alta l’attenzione sul pubblico e sul ruolo istituzionale della pubblica amministrazione sul territorio, citando come esempi le aree centralizzate, l’Inps e le Ipab. Diego Fraccaro, Rtls, citando il caso Coimpo ha chiesto ai candidati cosa intendono fare per aumentare i controlli per la sicurezza sul lavoro e sviluppare la formazione. Andrea Padoan, della Fai Cisl, ha messo l’accento sul settore primario, che caratterizza l’economia polesana, al quale va ridato nuovo impulso, anche attraverso modalità diverse per indurre i piccoli produttori a fare squadra. Andrea Bellato, operatore della Femca Cisl, ha richiamato l’attenzione sui problemi del Delta del Po, in particolare in relazione alla travagliata vicenda della centrale Enel di Polesine Camerini. Enrico Rigolin, ha messo l’accento sulla tutela dell’ambiente polesano per uno sviluppo sostenibile. Per Giorgio Roman, Filca Cisl, è necessario stabilire attraverso accordi con le istituzioni per la riqualificazione delle aree urbane con regole certe sulla sicurezza sul lavoro. Roberto Mancinelli ha evidenziato numerose difficoltà del lavoro del portalettere così come è concepito ora per orari, turnazioni e turnover.

Non poteva mancare il tema istruzione, affrontato da Stefania Botton, segretaria amministrativa della Cisl Padova Rovigo, con delega alle Politiche sociali. «Il sistema di istruzione della nostra provincia – ha detto Botton – è caratterizzato da tanti piccoli plessi dislocati sul territorio. Ci battiamo da anni perché il Polesine continua ad essere penalizzato dal punto di vista degli organici. Questo ci costringe e chiudere i piccoli plessi. Dobbiamo avere più asili nido, migliorare sul piano degli indirizzi di studio e investire sulla formazione universitaria».

Giulio Fortuni, della Fnp Cisl Padova Rovigo, ha chiuso l’incontro ponendo l’accento sulla questione della condizione dell’anziano, che non è considerata come dovrebbe. «Il rodigino – ha osservato – è caratterizzato da tre elementi: la più alta età media, la più bassa natalità e le pensioni più basse. Quello che chiediamo alla politica è una maggiore attenzione alla questione della non autosufficienza».

Articolo di Giovedì 3 Settembre 2020

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