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#elezioniVENETO2020

Laruccia: "Giusto potenziare la scuola in Polesine"

Il candidato consigliere regionale per Forza Italia di Trecenta spiega come sia essenziale l'inserimento di un Its all'interno della provincia di Rovigo per dare maggiore forza alle specializzazioni delle scuole superiori

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TRECENTA (Rovigo)- “Occorre attivare anche in Polesine un Istituto Tecnico Superiore”. Il candidato di Forza Italia alle elezioni regionali del 20 e  21 settembre Antonio Laruccia parla di istruzione: “Dal 2011 la Regione Veneto ha lanciato scuole di alta specializzazione tecnologica, gli Its, nelle aree dell’agro-alimentare-enologico, bioedilizia, logistica, meccatronica, moda, calzatura e turismo: questo percorso di formazione, da cui però il Polesine finora è rimasto escluso, è finalizzato al conseguimento di un diploma di tecnico superiore che rappresenta una reale e concreta alternativa alla laurea universitaria con 4 semestri e circa 2mila ore di lezione, un terzo delle quali di tirocinio”.

Per Laruccia: “La formazione è un elemento essenziale per specializzare i nostri ragazzi e al tempo stesso può diventare occasione di crescita e rilancio perché con un'occupazione stabile si eviterebbe, o ridurrebbe quanto meno in maniera drastica, la fuga di stabilità e prospettive certe”.

Antonio Laruccia di Trecenta propone che ai 6 Its già presenti in Veneto - Verona, Vicenza, Padova, Treviso e Venezia (2) - se ne affianchi un settimo, da collocare in Polesine: “Dalla logistica delle merci alla pesca fino all’acquacoltura, indirizzi di studio potenzialmente appetibili e in linea con le peculiarità del territorio non mancano di certo".

"È incomprensibile come siamo rimasti fuori dalla pianificazione della formazione specializzata e di certo occorre metter mano a questa situazione al più presto garantendo magari sezioni distaccate sia in Altopolesine che nella zona del Delta: così facendo - incalza - daremmo speranze concrete di occupazione anche perché oltre un terzo delle ore di studio viene svolto all'interno di aziende che molto spesso richiedono ai ragazzi di restare consentendo di trasformare il cammino di formazione in percorso professionale”.

Lo spopolamento - la fuga dei cervelli è infatti solo un aspetto di un fenomeno ben più ampio - in Polesine sta assumendo ormai contorni da vero e proprio scenario di guerra: negli ultimi cinque anni si sono perse quasi 7mila unità, complici scarsa natalità ma anche l'emigrazione di tanti giovani (e non) verso altre zone del Paese o addirittura all'estero in cerca di migliori prospettive di crescita personale.
Articolo di Giovedì 3 Settembre 2020

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