Condividi la notizia

MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

La giornata di Pierfrancesco Favino ed Helen Mirren

Terza giornata ricca di glamour alla 77esima mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, presentato Padrenostro di Claudio Noce. Sul red carpet anche Matteo Salvini in smoking con la compagna Francesca Verdini

0
Succede a:
(Foto servizio Gabriele Trevisan)

VENEZIA - Pierfrancesco Favino ed Helen Mirren protagonisti della Mostra del Cinema Padrenostro di Claudio Noce è una sorta di autobiografia del regista; si basa, infatti, sull’attentato non riuscito ai danni di suo padre, nel 1976. Il padre è interpretato da Favino, e si chiama Alfonso, un uomo che viene definito da tutti gli adulti “un eroe”, senza mai specificare veramente il perché. Il protagonista, infatti, non è lui, ma Valerio, suo figlio di dieci anni, che crescendo capisce che, chissà per quale motivo, suo padre potrebbe venire ucciso da un momento all’altro. Nessuno vuole spiegargli il perché, a scuola viene infastidito per le invidie, perché i padri degli altri sono normali, il suo invece è famoso, speciale, e sembra vada protetto. Valerio impara in fretta che quando Alfonso esce di casa, potrebbe non rientrare mai più. Assiste alla morte di uno dei terroristi, e da lì comincia a cambiare, scappare da scuola, isolarsi, picchiare gli altri coetanei; conosce Christian, un ragazzo poco più grande, che sembra spuntato dal nulla e con cui stringe un rapporto che, come dice in una battuta, non aveva mai avuto con nessuno. Il film sembra inizialmente trattare la storia di un uomo che deve avere costantemente la scorta; ma diventa quella di un bambino che si affaccia all’adolescenza, che ha paura per suo padre, che non ha amici e che non appena ne trova uno stringe il classico patto di sangue che si riesce a fare sinceramente solo a quell’età. I due ragazzini diventano protagonisti di questo racconto, grazie alle sincere interpretazioni dei due bravissimi attori, Mattia Garaci e Francesco Gheghi, che rendono Valerio e Christian profondi e autentici. Bella anche la colonna sonora, musica italiana ad alto volume che accompagna i ragazzi nelle fughe notturne in bicicletta, sulle scogliere, in macchina. Insomma, attraverso gli ostacoli. Gli occhi di Valerio sono quelli con cui vediamo l’intero svolgersi della vicenda; e sappiamo che non ci serve a niente sapere chi è e che lavoro fa suo padre, noi dobbiamo capire solo la sensazione di poterlo perdere così, da un momento all’altro. E ci aspettiamo per tutto il tempo che Alfonso venga colpito. Non ci serve sapere, insomma, tutto ciò che riguarda gli adulti, le loro leggi e le loro regole, perché durante il film tutti noi abbiamo minimo dieci e massimo quattordici anni, e vorremmo solo andarcene dalla grande città col nostro migliore amico, perché è estate e vogliamo raggiungere la spiaggia in cui andavamo da bambini per fare una nuotata e mangiare coi parenti che non vediamo mai.

Presentato, fuori concorso, subito dopo Padrenostro, c’è la commedia inglese The duke. Come l’altro, ispirata a una storia vera, quella di Kempton Bunton, che all’età di sessant’anni ruba da un museo il famoso ritratto del duca di Wellington per farsi dare un riscatto. Protagonisti, Helen Mirren nei panni della moglie Dolly, e Jim Broadbent, perfetto padre di famiglia aspirante drammaturgo, che vorrebbe solo una vita migliore per la sua famiglia dopo la morte della figlia minore. Una classica commedia inglese che mescola bene tutte le insicurezze di un uomo che non cede mai di fronte a niente, una donna che non riesce a superare un lutto, due figli che provano a trovare l’amore in mezzo a dipinti trafugati. Sorprendente soprattutto che l’accaduto sia successo veramente; se volete un consiglio, però, non cercate notizie a riguardo prima di vedere il film: vi rovinereste la sorpresa.

Presentato in Orizzonti, invece, Gaza mon amour, una storia d’amore nata nel clima di guerra, tra un pescatore e una sarta di mezza età, in un paese in cui non si può nemmeno più dire la parola “dio” o avere in casa un’opera d’arte. In mezzo a tutto, però, i sentimenti nascono. In modi che noi occidentali riusciamo a comprendere male, perché ci sembra strano che possano crescere e mettere radici profonde senza aver avuto il tempo di attecchire bene. Ma a volte capita. E questo film ci porta in luoghi inesplorati, ci mostra le motivazioni di chi fugge, ma anche di chi, nonostante tutto, decide di restare. A Venezia anche Matteo Salvini in smoking con la compagna Francesca Verdini.

Anja Trevisan

Articolo di Sabato 5 Settembre 2020

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Spettacoli e Cultura

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it