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MOSTRA CASTELNOVO BARIANo

Successo a Castelnovo Bariano per Natale Calesella

Per la fiera di San Rocco (Rovigo) è arrivato un artista d'eccezione come Calesella, che ha illustrato i suoi basso rilievi e fatto capire le sue opera d'arte con un folto pubblico

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CASTELNOVO BARIANO (Rovigo) - L'architetto massese Natale Calesella, in pensione da anni, si dedica a tempo pieno alla scultura in cotto, ispirandosi alla storia nel senso più generale, avendo come fonte di ispirazione il suo Polesine tra sacro e profano: formelle, busti, altorilievi, bassorilievi. 

Da ciò mostre in Italia e all'estero di indiscusso successo. L'artista massese è solito offrire le sue creazioni a comuni, personalità e amici, un segno tangibile della sua arte in senso sociale. L'ultimo successo la mostra "Le terre cotte" ispirate alla vita e ai miracoli di San Antonio di Padova ospitata a Castelnovo Bariano nell'ambito della 151esima fiera di S. Rocco, ciò in sala consiliare da venerdì 28 a domenica 30 agosto scorsi.

Nella serata inaugurale, presenti molte persone, il sindaco Massimo Biancardi ha ringraziato: "L'amico Calesella per questa ennesima dimostrazione artistica, 34 formelle antoniane, dono al comune, che
verranno fissate singole al colonnato in piazza Municipale la prossima primavera tramite una cerimonia alla presenza del vescovo Pierantonio Pavanello, un omaggio al nostro santo patrono".


La sindaca dei ragazzi, Sara Montagnana, accompagnata dalla collaboratrice Noah Natali, s'è detta: "Felice per la bella iniziativa, un momento di storia sacra passata tanto attuale oggi".

Natale Calesella ha brevemente illustrato la ratio dell'opera: "Nata da un'idea dell'amico Paolo Brenzan, incoraggiato dal sindaco castelnovese Massimo Biancardi, seguendo i minuziosi suggerimenti di padre Luciano Bertazzo massimo esperto italiano antoniano, ho creato in cotto 34 formelle a sintetizzare la vita e i miracoli dl Santo, il tutto nel primo '200. Certo l'architettura alto medievale mi ha ispirato ma il il disegno è nettamente realistico, fatto per essere compreso subito. Un naturalismo espressione di figure in medio e alto rilievo, o schiacciato a motivo delle decorazioni parietali. Ho cominciato a lavorare lo scorso gennaio per 6 ore quotidiane, avendo impiegato circa 6 quintali di creta".

Il prof. Paolo Brenzan ha spiegato con dovizia di particolari la complessa storia antoniana mixata in 34 episodi. "Le formelle 1-7 illustrano la giovinezza di Antonio (a scuola a Coimbra; l'incontro con i frati minori; la vocazione francescana...). Le 2-8 la scoperta francescana. Le 2-21 la maturazione (l'eremo di Monte Paolo; la predica davanti a papa Gregorio 9°; la predica in Francia dopo l'apparizione di S. Francesco...); le 22-34 la santità trionfa (la benedizione alla città di Padova, il ritiro a Camposampiero...); la 34esima e ultima formella fa riferimento alla ricognizione sui resti del Santo nel 1981".

La prof. Natalia Zaghini, moglie di Natale Calesella, ha osservato che: "S. Antonio ha coinvolto assai mio marito. Non metto mai naso nel suo lavoro ovviamente ma l'interesse per questa mostra sta a significare
che la sua arte è stata premiata una volta di più". 
Articolo di Domenica 6 Settembre 2020

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