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CRIMINALITA’

Assaltavano i bancomat: presi dai Carabinieri con armi ed esplosivo

Brillante indagine dei Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Verona, arrestati due dei quattro appartenenti alla banda che faceva saltare i bancomat del Veneto. Probabilmente hanno colpito anche in provincia di Rovigo

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VERONA - I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Verona, dopo un lungo lavoro di analisi ed osservazioni svolte nelle scorse settimane, hanno arrestato sabato notte, nei pressi di un casolare nelle campagne di Montegalda (Vicenza), due pregiudicati M.M. 50enne di Asolo (TV) e M.G. 42enne di Camposampiero (Padova) con l’accusa di detenzione di armi ed esplosivi, ricettazione e riciclaggio.

Il sodalizio, composto oltre che dai due arrestati anche da altri complici riusciti a fuggire ed in corso d’identificazione, si stava apprestando a compiere degli “assalti” a sportelli ATM di istituti di credito delle province venete, così come appurato dal numeroso materiale rinvenuto all’interno dell’auto sequestrata, una Hyundai I30 N “Performance” risultata rubata ad un concessionario di Legnago (Verona) e sulla quale erano state applicate delle targhe clonate.

L’operazione è scattata poco dopo la mezzanotte di sabato quando i soggetti sono arrivati a bordo dell’auto rubata nei pressi del casolare dove avevano nascosto le armi ed i congegni esplosivi. Non appena gli investigatori sono stati sicuri del nascondiglio sono intervenuti bloccando i due soggetti, uno dei quali era alla guida dell’auto, mentre i complici riuscivano a dileguarsi a piedi nelle campagne circostanti.

Le ricerche sono subito scattate con l’ausilio anche di un elicottero del Nec di Belluno che ha perlustrato l’area sino al mattino, purtroppo senza esito.

I militari sono riusciti, tuttavia, a recuperare 2 pistole, delle quali una rubata ed una non censita, complete di munizioni e pronte a sparare nonché 7 congegni esplosivi, comunemente detti “marmotte”, già innescati e pronti per l’uso che contenevano complessivamente oltre 1 kg di materiale esplodente ed infine una batteria per auto con la quale far deflagrare i congegni. 

E’ stato rinvenuto, inoltre, numeroso materiale per il travisamento nonché strumenti d’effrazione tra i quali un arnese artigianale utilizzato per scardinare le fessure d’erogazione del denaro e facilitare l’introduzione delle “marmotte”. Gli arrestati sono stati tradotti nella casa circondariale di Vicenza dove sono stati trattenuti a seguito delle convalide di questa mattina. Le indagini proseguiranno per analizzare il numeroso materiale sequestrato nel corso dell’operazione.

Indagini che inevitabilmente potrebbero portare anche a Fiesso Umbertiano, nella notte del 22 agosto, verso le 3 una banda criminale ha fatto deflagrare lo sportello postamat con della miscela esplosiva. Nell’occasione sono riusciti a rubare il denaro contante, l’esplosione ha causato danni anche alla struttura (LEGGI ARTICOLO). 

Modus operandi che sarebbe anche compatibile con l’assalto di Rosolina (LEGGI ARTICOLO), Bondeno in provincia di Ferrara (LEGGI ARTICOLO) e il più recente in provincia di Verona a Lazise (LEGGI ARTICOLO).

Le indagini sono ancora in corso.

Articolo di Lunedì 7 Settembre 2020

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