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MUSICA

Viaggiando alla riscoperta di se stessa Elli ha trasportato il pubblico in un viaggio ipnotizzante [VIDEO]

I demoni di Elisa De Munari, in arte Elli De Mon, hanno aperto il 37° Festival dei popoli di Salvaterra nel comune di Badia Polesine (Rovigo)

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BADIA POLESINE (Rovigo) Una novantina di persone hanno assistito nel parco alla Casa della cultura e della legalità di Salvaterra alla scatenata performance di Elisa de Munari, in arte Elli De Mon una vera e propria one-girl-band. Sostenuta da chitarre, grancassa, rullante, sonagli, suoni saturi al limite della distorsione Elli ha viaggiato fra sonorità sospese fra blues e rock’n’roll, con un trip nella psichedelia indiana, inseguendo i propri demoni. 

Introdotta dalle parole di Remo Agnoletto, che ha esternato la soddisfazione di essere riusciti a portare avanti, seppur con un mese di ritardo, l’ormai consolidato appuntamento anche in questo difficile momento storico, la polistrumentista vicentina ha ripercorso la propria storia musicale fin quasi alle 23 con un’energia insospettabile.

Diplomata in sitar e contrabbasso, Elli ha avuto la fortuna di suonare per Vishwa Mohan Bhatt celebre suonatore di Mohan Veena, vincitore nel 1993 del Grammy Award miglior album di world music Album, con A Meeting by the River (insieme a Ry Cooder).

Influenzata in particolare dalla cantante Bessie Smith, Fred McDowell soprannominato Mississippi e Son House, Elli De Mon ha esordito nel 2013 proponendo un blues fatto di sfuriate selvagge contaminato da influenze punk (Elisa ha militato negli Almandino Quite DeLuxe). Come ha spiegato l’altra sera, la sua musica racconta la necessità di uscire dall'ombra, lasciandosi dietro le spalle, le esperienze più buie abitate dai demoni, per affrontare il timore che l'incertezza dell’esistenza porta con sé. Quell’incertezza che, coerentemente al motto del 37° Festival dei Popoli, sembra indicare che “la normalità era il problema” da valutare, per evitare di tornare alla normalità perversa del mondo pre Covid-19.

Viaggiando alla riscoperta di se stessa Elli ha trasportato il pubblico in un viaggio ipnotizzante alla scoperta delle sonorità della “musica del demonio” (appunto il blues), intervallando l'elettrizzante esecuzione dei brani a momenti di condivisione con il pubblico di aneddoti personali.

Un capitolo della serata, infine, è stato dedicato alle donne del blues, sottovalutate e spesso incomprese, ma che hanno fatto la rivoluzione di quel genere e del costume.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Lunedì 7 Settembre 2020

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