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AMBIENTE

Cinque milioni di polli assediano Lendinara: “Adesso basta”

Gli allevamenti intensivi sono la prima causa d’inquinamento per polveri sottili per l’ambientalista Moreno Ferrari, a Lendinara (Rovigo) sono ben sei, di cui uno da 2 milioni di polli a 500 metri dalla Casa Albergo per anziani

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Loris Tietto e Moreno Ferrari

LENDINARA (Rovigo) – Il 9 settembre, nella sala consiliare comunale Loris Tietto (presidente del tavolo ambientale) e Davide Bernardinello (per la delega urbanistica) hanno incontrato l’architetto Lino De Battisti esperto in materia e  Moreno Ferrari, per il “Coordinamento No discarica”, al fine di definire una strategia condivisa che possa bloccare nuovi insediamenti di allevamenti avicoli nel territorio comunale. L’idea è quella di individuare le aree per creare dei vincoli all’ubicazione di nuovi impianti avicoli (ce ne sono ben 6 nel territorio di  Lendinara, di cui uno da 2 milioni di polli a 500 metri dalla Casa Albergo per anziani) per cui l’Ufficio di Valutazione Ambientale possa escludere nuovi insediamenti nelle adiacenze urbane. “Il Comune, del resto, ha il diritto di normare gli insediamenti anche per un discorso di prevenzione per la salute pubblica” ha rilevato Ferrari. 

5 milioni di polli che assediano Lendinara sono un problema enorme” sostiene lo storico ambientalista Moreno Ferrari, ora candidato alle regionali con Patrizia Bartelle, “…perché gli allevamenti intensivi sono la prima causa d’inquinamento per polveri sottili, oltre che avere un carico ammoniacale assolutamente impattante sull’ambiente”.

Alla conclusione dell’incontro Loris Tietto ha riferito che “Stiamo valutando un reticolo di vincoli e sarà creato un apposito strumento urbanistico per censire tutte le situazioni per individuare aree lontane dai centri abitati”. Nel frattempo l’Amministrazione comunale ha già fatto delle valutazioni coinvolgendo la Provincia e gli Enti superiori “…per capire come arginare gli insediamenti e lo strumento non può che essere quello di istituire un’idonea normativa urbanistica comunale”. L’incontro, in calendario fin da giugno, a quanto è dato sapere, è avvenuto all’insegna della disponibilità e del dialogo, “Ho molto apprezzato l’atteggiamento realistico di Moreno Ferrari, ha aggiunto Tietto”. Le parti, concordando sull’importanza del problema, sostanzialmente si son dette d’accordo sull’urgenza di censire tutte le aree agricole, in modo da tutelarle e con esse l’ambiente, con la promessa finale di Loris Tietto d’indire a breve un tavolo ambientale su questo specifico argomento. “Nel frattempo stiamo attivando una convenzione con Arpav, ha concluso il presidente del tavolo ambientale, per aumentare i controlli sulle emissioni in atmosfera e sugli odori; è solo l’inizio di un percorso ma si procede in direzione di drastiche limitazioni”.

“Per gli impianti esistenti, conviene Ferrari, c’è ben poco da fare se non segnalare eventuali esalazioni odorigene sgradevoli e fastidiose alla Procura che, se necessario, può arrivare a comminare multe o compensazioni, ovvero imporre l’obbligo alle aziende d’impiantare un essiccatore di pollina, strumento che abbatte, essicandola, il carico ammoniacale  presente fino ad ottenere un combustibile o un fertilizzante organico compatibile con l’ambiente e la salute”.

In Italia manca una normativa nazionale che stabilisca specifiche e valori limite in materia di odori ma ci sono sentenze, anche  della Corte di Cassazione, che affermano come la molestia olfattiva per le persone, mediante gas, fumi e vapori immessi in atmosfera, sia un reato indipendentemente dal fatto che l’insediamento produttivo che la provochi sia munito di autorizzazione per le emissioni in atmosfera.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Venerdì 11 Settembre 2020

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