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Aldo D’Achille guarda già al dopo Zaia e non esclude che possa ricevere qualche voto disgiunto

Il candidato di San Bellino (Rovigo), cerca il consenso personale puntando sulla sua credibilità, dimostrata cone amministratore, con l’entusiasmo di chi crede in quello che fa e guarda avanti

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SAN BELLINO (Rovigo) – Consapevole che il 21 settembre non ci sarà partita, Aldo D’Achille realisticamente si concentra sul futuro e sul dopo Zaia. Al momento i sondaggi danno lista civica che sostiene Arturo Lorenzoni "Il Veneto che vogliamo", a non più del 14-15%, quindi il candidato di San Bellino, cerca il consenso personale puntando sulla sua credibilità, dimostrata come amministratore,  con l’entusiasmo di chi crede in quello che fa e guarda avanti.

D’Achille è sindaco di San Bellino dal 2014 ma la sua età gli permette di scrutare oltre l’orizzonte immediato riprendendo quello che diceva Nelson Mandela: “Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso”.

Per dar corpo a questo sogno si è messo letteralmente in sella (v. foto) per pedalare attraverso il Polesine, esprimendo così anche fisicamente tutta la voglia di fare e l’attenzione che lo anima per il nostro territorio per “… far capire che vogliamo intercettare i bisogni del territorio e che è possibile cambiare il modo di vedere”.

Per questa esperienza ciclistica Aldo, si è ispirato al pioniere del cicloturismo, il trecentano Luigi Masetti (il primo cicloamatore al mondo, al quale l’anno scorso ha dedicato il parco urbano sanbellinese di ben 8mila mq) “Con questo ho inteso affermare che il turismo lento e sostenibile può diventare una delle chiavi dello sviluppo del Polesine, un territorio che se saprà fare sistema, sostiene avrà enormi potenzialità economiche e culturali”.

Decoro urbano, attenzione al lavoro, alla salute, alle tematiche ambientali (è stato fra i promotori di “Ridiamo il sorriso alla Pianura Padana” per la forestazione urbana), eliminazione delle barriere architettoniche (nel 2016 ha inaugurato un parco giochi inclusivo dove bambini disabili e normodotati, possono giocare insieme), cittadinanza attiva sono alcuni dei suoi capisaldi, su sui quali fonda la sua visione politica come amministratore. Un’esperienza che ora intende portare anche a Venezia.

Fra i progetti, in caso di elezione, mette al centro l’idea di una mobilità integrata col biglietto regionale unico per i trasporti pubblici, è favorevole ai collegamenti ferroviari diretti ai 3 aeroporti regionali ma è contrario a nuove autostrade. Crede nell’autonomia fiscale delle città “…e così anche il Polesine potrà finalmente decidere per il Polesine”.

Sul tema della sicurezza è convinto che la sicurezza non vada urlata ma costruita con l’educazione e l’attenzione dell'intera comunità.

Come coordinatore veneto dell'Associazione dei comuni virtuosi, Aldo si dice convinto che se in questi dieci anni di governo, Zaia avesse ascoltato i Sindaci polesani avrebbe potuto raccogliere le istanze “vere” del Polesine, “ …e questo perché, indipendentemente dall’appartenenza politica, i Sindaci sono il termometro di un territorio delicato come il nostro”. Zaia non ha avuto questa attenzione che invece è l’anima e la visione che Lorenzoni incarna. Un’idea che corrisponde alla Sua politica del fare.

La sfida, dunque, è far capire alla gente che esiste un’alternativa per il Polesine aggiungendo: “… e può essere fatto anche in minoranza, per cui vale la pena esserci”. Nonostante i sondaggi, ma confortato da alcuni clamorosi precedenti nei quali l’esito delle urne smentisce le percentuali previste anche a pochi giorni dal voto, non si arrende e pedala fiducioso. “In ogni caso - dice D’Achille - Zaia l’avrà vinta per questo quinquennio, ma esiste un dopo Zaia da costruire, perché il Governatore attuale che pure ha dimostrato quello che può e sa fare, non è eterno”.

Ecco perché Aldo D’Achille si rivolge a coloro che non si ritrovano nel Zaia pensiero, offrendo con Lorenzoni l’alternativa dell’unica lista civica in lizza, “popolare e progressista”. Una sorta di contenitore che può accogliere diverse anime, anche di quelli che normalmente non vanno a votare. Per questo, lancia una provocazione: “Ci sono persone, dice, che magari votano Zaia perchè hanno fiducia in lui, ma non si sentono di dare fiducia ai leghisti, a quelli chiedo, piuttosto di non esprimere alcuna preferenza, di valutare la possibilità di scegliere il "loro" presidente e di dirottare la preferenza su di me”.

Ugo Mariano Brasioli

 

Articolo di Sabato 12 Settembre 2020

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