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POLITICA ADRIA

Giorgia Furlanetto: "Leonardo Bonato è forse già al lavoro per candidare sindaco suo figlio; lui è alla ricerca di visibilità"

La consigliera comunale d'opposizione di Adria (Rovigo) replica alle dichiarazioni fatte dal leader civico, che ha criticato aspramente l'azione proprio dell'esponente di Fratelli d'Italia in questo ultimo periodo

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ADRIA (Rovigo) - "Le parole di Leonardo Bonato, leader del movimento civico adriese Ibc, altro non è che l’imbarazzante e patetico tentativo di gettar discredito sulla sottoscritta per nascondere le decine di figuracce collezionate dalla maggioranza civica di Barbierato". Così la consigliera comunale GIorgia Furlanetto, dopo l'attacco proprio di Leonardo Bonato, coordinatore del movimento civico della città etrusca (LEGGI ARTICOLO).

"Ringrazio tuttavia Bonato per la ghiotta occasione che mi offre con questo suo comunicato. Un suo autogol clamoroso che mi permette di replicare su importanti questioni e sulle quali son d’obbligo alcuni chiarimenti. Se ha atteso oltre 10 giorni per meditare e dir la sua, forse era il caso ne attendesse altrettanti per meditar sul fatto che fosse più opportuno tacere".

"Bonato vorrebbe giustificare con un’ordinanza il fatto che ai consiglieri sia imedito ad oggi di entrare in comune. Peccato che l’ordinanza a cui si riferisce Bonato risalga a maggio e riguardi unicamente la riapertura degli uffici comunali al pubblico (la cui attività era stata sospesa nel periodo lockdown), prevedendo che l’utenza debba prender appuntamento. Tali regole, se hanno ragione di esistere per gli utenti ai fini di regolare gli accessi alla sede comunale, di certo non sono applicabili ai consiglieri comunali. E questo per un duplice motivo".

Proseguendo: "Non solo perché l’ordinanza riguarda gli utenti (tra i quali di certo non rientrano i consiglieri comunali), ma anche perché l’accesso alla sede comunale ai consiglieri comunali è sempre stato garantita persino durante il periodo lockdown, quando l’attività degli uffici erano sospese per il pubblico. La stretta di vite nei confronti dei consiglieri comunali, a cui vengono addirittura imposte regole incredibilmente ed inspiegabilmente più restrittive che al semplice cittadino, è avvenuta, non a caso, unicamente dopo l’ultimo consiglio comunale del 27 agosto e altra ragione non ha se non il subdolo tentativo di impedire ai Consiglieri Comunali di esercitare le prerogative che gli vengon riconosciute per legge, tra cui il diritto di controllo sull’operato della pubblica amministrazione".

"Tentar quindi, da parte di Bonato e Barbierato, di far passare dinanzi all’opinione pubblica che le regole di accesso al comune sian dettate dall’emergenza Coronavirus, non solo è falso e pretestuoso, ma è addirittura estremamente ridicolo. La realtà è che si tenta in questo modo di spogliarci delle nostre funzioni e dei nostri diritti per impedirci di esercitare la funzione di controllo propria dei consiglieri". E diventa sempre più forte il dubbio – che in alcuni casi è divenuta certezza - che la finalità sia unicamente quella di ostacolarci nell’ entrare in possesso di informazioni e documenti che han tutto l’interesse a voler tener nascosti. Anche i limiti e gli ostacoli che ci son stati imposti ultimamente dal Segretario Comunale sull’accesso agli atti non fa che propendere per questa tesi".

Sottolineando poi: "A ciò si aggiunga che anche le più rigide regole per il contenimento del Coronavirus non attribuiscono di certo ad un Segretario Comunale il potere di buttar fuori dal Comune un consigliere comunale mediante l’utilizzo della Polizia Municipale. Un fatto scandaloso e gravissimo, su cui evidentemente Bonato preferisce tacere".

"Ancora più assurdo e ridicolo il loro tentativo di voler far passare in secondo piano la questione legata alla presenza della giornalista Guendalina Ferro durante l’ultimo consiglio comunale. La verità è che la mia domanda in consiglio ha toccato un nervo talmente scoperto per la maggioranza da costringerli addirittura ad abbandonare l’aula pur di non affrontare il problema. Negli ultimi giorni il Segretario Comunale, il Presidente del Consiglio e il Sindaco si son buttati a capo fitto nel tentativo di trovar una spiegazione “credibile” per giustificare la presenza in aula della Ferro".

"Il fatto che in consiglio comunale non mi sia stata data risposta, il fatto che per giorni mi siano stati negati dal segretario alcuni documenti e informazioni, derivavano unicamente dalla necessità di prendersi il tempo necessario per impacchettare e confezionare una scusa credibile. E per farlo avevano bisogno di tempo. Dopo gran rimuginare son arrivati a tirare in ballo il diritto di cronaca e la possibilità di poter accedere in consiglio per qualunque giornalista. Giustificazione, questa, che fa acqua da tutte le parti e che tradisce inequivocabilmente la loro coda di paglia sulla questione".

Proseguendo: "Innanzitutto perché tentano inopportunamente di confondere il diritto di cronaca con il diritto di partecipare ad una seduta consigliare. Se infatti consiglio comunale era chiuso al pubblico per contingentare gli accessi per ragioni legate al contenimento del Covid, come possono giungere a sostenere che tutti i giornalisti d’Italia potessero entrare senza neppure la necessità di un preventivo accredito? Si aggiunga poi che la convocazione del consiglio era stata inoltrata agli organi di stampa locali accreditati e che la Ferro non era stata inviata da nessuna delle testate invitate".

"Derivava da lì il loro imbarazzo più totale. Il non esserne in grado d giustificare la presenza, non essendo tra gli invitati. Per questo han dovuto correre ai ripari, cercando di accampare come scusa il fatto che tutti i giornalisti fossero ammessi per il solo fatto di possedere un tesserino".

"Ma il problema più difficile per i civici da risolvere non è tanto la presenza legittima o meno della Ferro in aula durante il consiglio comunale. Questa, se vogliamo, è questione di ben poco conto rispetto al più spinoso problema che si cela dietro questa vicenda. E’ infatti da lì che derivano i loro pruriti e le loro preoccupazioni maggiori. Talmente spinoso che non riescono più ad uscirne. Pur di ostacolarmi nel tentativo di far chiarezza su questa vicenda il Segretario Comunale è arrivato al punto di cacciarmi dal comune con in vigli urbani (LEGGI ARTICOLO)".

Aggiungendo poi: "Il problema dei civici oggi non è infatti il giustificare perché la Ferro fosse in consiglio comunale, ma chiarire il rapporto che l’amministrazione comunale intrattiene con la Ferro. Che la Ferro sia una giornalista è chiaro, ma chi la paghi per le prestazioni che svolge nei confronti dell’amministrazione comunale ancora non è dato saperlo. Dovrebbero infatti giustificare a che titolo la Ferro offra le sue prestazioni professionali, visto che sia il sindaco che la stessa giornalista hanno affermato che non è l’addetta stampa del comune".

Concludendo: "Se non è l’addetta stampa, come vogliamo chiamare chi con continuità offre le sue prestazioni professionali nei confronti del Sindaco e della maggioranza? Addetta alla comunicazione suona meglio? Il problema, come è emerso anche nella stampa locale è e rimane comunque quello: chi paga le prestazioni professionali che la Ferro svolge per l’amministrazione comunale? E, soprattutto, perché il sindaco e la maggioranza si ingegnano in tutti i modi per mantenere segreta questa collaborazione che in realtà è palese a tutti? E, ancor più grave, perché un Segretario Comunale impedisce a dei consiglieri di poter far chiarezza su questa vicenda limitandoci e ostacolandoci?

"Infine, un’ultima riflessione sul comunicato diffuso da Bonato, laddove arriva persino ad accusarmi di non occuparmi dei temi importanti della città. Vorrei ricordare a Bonato che da mesi la minoranza chiede di poter discutere in consiglio temi importanti per la città, temi di cui non si discute perché questa maggioranza preferisce in consiglio comunale parlare di altro. Ci sono nostre interrogazioni e mozioni datate gennaio, ancora non discusse".

"Temi su cui la maggioranza preferisce non confrontarsi perché gravi son le sue inerzie e le sue responsabilità. Altri temi che preferisce invece non discutere perché politicamente troppo imbarazzanti per Barbierato da affrontare. Così, ad esempio, tra i punti ancora da discutere da mesi vi è anche l’incarico che è stato affidato dal comune di Adria proprio allo stesso Leonardo Bonato per la predisposizione del progetto per la palestra Gregnanin per il valore di euro 4.628,43". 

"Credo infine che sia chiaro a tutti i cittadini che l’unico alla ricerca spasmodica di visibilità sia oggigiorno il figlio di Bonato, attualmente candidato alle elezioni regionali con Lorenzoni. E forse, come dicono i più maliziosi, già al lavoro per sostituire Barbierato in una candidatura a sindaco dinanzi ad una plausibile caduta dell’amministrazione prima del previsto".
Articolo di Lunedì 14 Settembre 2020

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