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ALCOLISMO

Nuova intesa per combattere il problema dell’abuso di alcol tra i giovanissimi

Dipendenza da alcol: l’Azienda Ulss 5 di Rovigo rinnova la convenzione con i club alcologici del basso polesine

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ROVIGO - Il Servizio alle Dipendenze Serd dell’Azienda Ulss 5 Polesana, ha in questi giorni  rinnovato la convenzione con i Club Alcologici Territoriali (Acat) Basso Polesine, con sede a Taglio di Po –  considerati anche i risultati conseguiti nel passato anno 2019 - per l’attuazione di programmi di prevenzione, cura e riabilitazione degli stadi di dipendenza, attraverso la programmazione di attività di sensibilizzazione su problemi di alcol, droga e ludopatia. 

L’Azienda Ulss 5 intende avvalersi della collaborazione dell’Associazione Acat Basso Polesine nell’attuazione delle attività di prevenzione e trattamento delle problematiche alcol-correlate e complesse, realizzate sul territorio – in conformità alle vigenti normative in materia di Volontariato e Terzo settore. 

L’Azienda sanitaria ha infatti riconosciuto all’associazione Acat le caratteristiche idonee per svolgimento dell’attività di sostegno degli utenti, attraverso periodiche riunioni, incontri, attività finalizzata alla riabilitazione e all’integrazione sociale delle persone con problemi alcol correlati e complessi, avvalendosi di attrezzature, servizi e personale proprio, garantendo le prestazioni e le attività minime concordate. L’Azienda Ulss 5 si impegna altresì a fornire assistenza sanitaria, vigilanza igienico sanitaria, mettendo a disposizione per 3 ore settimanali figure professionali  idonee: infermieri, educatori, medici e psicologi, per  assicurare la necessaria consulenza e la corretta assistenza nelle funzioni di supporto degli utenti. 

“Bisogna fronteggiare il problema dell’abuso di alcol tra i giovani e giovanissimi – spiega il Direttore Generale dell’Ulss 5 Polesana, Antonio Compostella - le statistiche parlano chiaro, la media nazionale dei giovani tra i 19 e i 24 anni che consumano bevande alcoliche è pari al 25,3%, in Veneto il dato invece è superiore, si parla di una percentuale del 38,3%, sono necessari interventi finalizzati, capillari, puntuali per fare una prevenzione utile e formativa sui gravi effetti che l’abuso di sostanze alcoliche può causare nelle generazioni più giovani.”

Articolo di Martedì 15 Settembre 2020

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