Condividi la notizia

EVENTO

Riflessione collettiva sul possibile recupero di chi ha sbagliato

Sul palcoscenico del Festival dei Popoli a Salvaterra di Badia Polesine (Rovigo) l’inno alla libertà con i detenuti, per capire che “La normalità era il problema”

0
Succede a:

BADIA POLESINE (Rovigo) – Domenica scorsa è calato il sipario sulla 37^ edizione del Festival dei Popoli a Salvaterra con lo spettacolo teatrale “Io sono dentro” nel quale regista e coreografo belga Thierry Parmentier ha portato sul palco una rappresentazione incentrata sul tema del carcere. Nella performance sono stati coinvolti alcuni detenuti del carcere di Vicenza, ora inseriti all’interno della struttura denominata “Lembo del mantello” in regime di semilibertà. Uno spettacolo da tutto esaurito e perfettamente coerente con il titolo della rassegna 2020 “La normalità era il problema”.

Alla fine dell’esibizione, sono saliti sul palco per i ringraziamenti finali don Luigi Maestrello, curatore dei testi, il direttore del carcere di Vicenza Fabrizio Cacciabue, la vicepresidente del Cdp Donatella Traniello ispiratrice del tema dell’edizione e, naturalmente, Remo Agnoletto che ha ringraziato tutti i collaboratori che hanno reso possibile questa “straordinaria” edizione. “Da sempre mettiamo la nostra anima in questo Festival”, ha detto Remo, aggiungendo “… quest’anno anche molto coraggio per questo periodo d’incertezza”. Il Presidente del Cdp ha ricordato come tutte le serate di questa 37^ edizione, sono sempre state all’insegna della riflessione, anche gli spettacoli proposti.

“È stato un finale emozionante e degno dell’impegno profuso in questa coraggiosa edizione” ha tenuto a sottolineare Remo Agnoletto. Sullo spettacolo offerto dal talentuoso Parmentier, Remo ha posto l’accento sul valore umano della scelta del coreografo belga di operare con i detenuti: “Straordinaria è stata la scena del “Burattinaio” con la sottile critica alle lacune statali nel recupero umano e civile dei detenuti”. L’azione teatrale di una cinquantina di minuti, accompagnata dalle musiche di Matteo Giorgioni e Pierangelo Tamiozzo, ha portato il pubblico a una riflessione collettiva sul possibile recupero di chi ha sbagliato: “Ma uno sbaglio nella vita, non è una vita sbagliata”.

Immancabili i ringraziamenti finali a chi ha contribuito all’edizione 2020: il Comune di Badia, la Provincia, il Sistema bibliotecario provinciale, la Fiab per aver organizzato la ‘Paciclica’, la Fondazione Cariparo e lo SPI-Cgil. Non è mancato un affettuoso ringraziamento anche alle quattro ragazze presenti (Ilaria, Rebecca, Valeria e Sally) che, reduci dai campi estivi, sono rimaste per restare nella sfera dell’associazione e portare nuova linfa: “Sono un valore aggiunto per noi” ha concluso Remo.

A consuntivo si può ben dire che questa è stata un’ottima edizione, l’augurio è che si possa fare altrettanto bene per la 38esima: “ … sicuramente ci proveremo”.

Ugo Mariano Brasioli

 

Articolo di Mercoledì 16 Settembre 2020

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it