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POLITICA ADRIA

Sandro Gino Spinello: anagrafe e stato civile lasciati in balia di loro stessi

Il consigliere comunale di Adria (Rovigo) chiede chiarimenti sul servizio, a suo parere mancante, dell'ufficio anagrafico e dello stato civile, dando la responsabilità di questa negligenza direttamente all'amministrazione comunale

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ADRIA (Rovigo) - "Mentre chi comanda a palazzo Tassoni sembra più interessato a fare in modo che i consiglieri comunali non facciano il loro dovere ed a intimorire i cittadini che protestano, la gestione degli uffici e dei servizi è sempre più carente ed inefficiente". Così il consigliere comunale Sandro Gino Spinello, che commenta la situazione dell'ufficio anagrafe e stato civile, che nell'ultimo periodo ha avuto non poche critiche, soprattutto attraverso i social.

"Cresce la protesta ovunque specialmente nelle frazioni che si sentono più abbandonate a loro stesse. Emblematico è quello che ormai da mesi sta accadendo agli uffici anagrafe e stato civile. Questi due uffici sono stati lasciati in pratica senza dipendenti". "Le certificazioni “burocratiche” dei servizi demografici sono essenziali ai cittadini per la vita di tutti i giorni;carte di identità; attestazioni per l'espatrio, per le successioni nelle eredità, per gli atti notarili, per le trascrizioni delle separazione e dei divorzi o molto altro ancora".

"L'amministrazione non intervenendo ha consentito di una mole consistente di arretrato. Hanno imposto ai dipendenti di non rispondere alle chiamate telefoniche fino alle 12,30 e ovviamente dopo quell'ora le linee risultano intasate e diventa pressochè impossibile parlare con gli addetti". "Chi usa la via telematica riceve risposte tardive e quasi mai esaustive. La gente è giustamente inferocita, specialmente quella da fuori città, il più delle volte sbagliando se la prende con i dipendenti con cui interloquisce, che non hanno alcuna responsabilità e che invece viste le difficoltà operano con maggiore spirito di abnegazione".

Sottolineando: "Adria è indicata ormai da tutti come la più lenta e la meno efficiente, mentre in un tempo non lontano i servizi demografici adriesi erano il riferimento per tantissimi comuni per la professionalità e le conoscenze degli operatori e dei responsabili; tutti formatisi sul “campo” e con la loro disponibilità personale a partecipare a corsi di formazione ed aggiornamento. L'amministrazione continua a far finta di non vedere, anzi mortifica le professionalità esistenti trasferendoli in altri settori".

"Si arriva al paradosso, che una dipendente, con una lunghissima esperienza in anagrafe, sia stata autorizzata a svolgere, fuori del suo orario di lavoro, 12 ore in altro comune. La responsabile dell'intero settore raggiungerà la meritata pensione tra pochissimo, dopo aver trascorso tutta la sua vita professionale in questo comparto, mi risulta sia stato individuato il sostituto, mentre la soluzione è a portata di mano e la si potrebbe trovare in casa, con una soluzione interna cosi come per altri uffici interni ai servizi demografici".

Concludendo: "Lo stesso ex sindaco Massimo Barbujani ha denunciato poco tempo fa l'insostenibilità di questa situazione ma tutto è rimasto lettera morta (LEGGI ARTICOLO). I servizi demografici producono attività che “non si vede” che non crea consenso ed immagine forse per questo la giunta di Adria ne sottovaluta la portata non avendo completamente presente che l'anagrafe e lo stato civile sono le principali ed esclusive funzioni che il comune esercita per conto dello Stato sotto il diretto controllo della Prefettura 
Articolo di Mercoledì 16 Settembre 2020

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