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IL RICORDO 

La cerimonia: 40 anni fa persero la vita in cinque in un tragico incidente

Sono stati ricordati i cinque giovani morti alle porte di Badia Polesine (Rovigo), nel 40° anniversario della tragedia

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BADIA POLESINE – Era il 18 settembre del 1980, una piazza gremita all’inverosimile dava l’estremo saluto a tre dei cinque giovani che quattro giorni prima avevano perso la vita alle porte di Badia, sulla statale rodigina (ora regionale 88), in un tragico incidente. Nella “Mini 90”, schiantatasi fra due platani e che poi prese fuoco, persero la vita Massimo Mora, Giulio Turolla e Paolo Morelli di Badia Polesine ed Emanuele Ghirotti e Antonio Barolo, rispettivamente di Bagnolo di Po e Pissatola. Tutti giovanissimi in età compresa fra i 18 e i 25 anni. “Un incidente che per il tragico, incredibile bilancio di vite umane ha lasciato esterrefatto tutto il Polesine” così scrivevano le cronache del tempo. Massimo e Paolo, entrambi diciottenni erano su quella macchina quasi per caso, volevano andare alla fiera di Lendinara.

Ieri mattina il sindaco Giovanni Rossi, alcuni familiari ed amici, con un momento di raccoglimento,  hanno ricordato il 40° anniversario di quella tragedia con una breve commemorazione sul cippo che la ricorda i nomi di quei cinque giovani. Una cerimonia volutamente limitata a poche persone per evitare assembramenti ma alla quale non poteva mancare Elia Bacchiega in rappresentanza del Magep, l'associazione culturale-ricreativa nata dalle iniziali dei ragazzi deceduti.

Massimo era il più giovane dei tre fratelli Mora, Vittorio il più anziano lo ricorda come il più vivace e scanzonato della famiglia, “Vero è che tutti i genitori dei giovani, furono sconvolti e sopraffatti dal dolore; vidi per la prima volta mio padre piangere e mia madre non si riprese mai più”. Alessandro, l’altro fratello, si è soffermato sulla dinamica dei fatti e sull’assurdità del destino: “…Massimo, voleva andare alla fiera di Lendinara con l’autostop, fece l’imprudenza di salire forse non percependo che l’autista aveva bevuto un po’ troppo e, non a caso tutto, l’incidente è successo un paio di chilometri dopo, in pieno rettilineo”.

“Nel ricordare questi giovani e l’assurdità di quella tragedia, ha detto il Sindaco, non posso che rinnovare l’invito a tutti i giovani di non sottovalutare i pericoli della circolazione e di guidare in modo consapevole e giudizioso”.

Ugo Mariano Brasioli

 

 

Articolo di Mercoledì 16 Settembre 2020

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