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POLITICA BADIA POLESINE

Cielo sereno, ma non troppo. L’assessore Stefano Segantin entra in Fratelli d’Italia

Dopo la salita su carro di Giorgia Meloni di Giulio Barbieri, candidato alle regionali, l'assessore nominato dal sindaco Giovanni Rossi, dopo lo stop di febbraio, si decide a seguirlo all'insaputa della Lega

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BADIA POLESINE (Rovigo) - Il sindaco Giovanni Rossi parla dell’ingresso “ufficiale” di Fratelli d’Italia nella compagine di maggioranza, ma in verità sia l’assessore Stefano Segantin che Giulio Barbieri già fanno parte della maggioranza essendo stati eletti nella lista “Giovanni Rossi sindaco”, quindi, per quanto riguarda il consiglio, non c’è alcun ingresso in maggioranza e non c’è nulla da festeggiare.

Il sindaco si compiace del fatto che non usciranno dalla sua lista per fare un gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, per dare forma e sostanza alla decisione di iniziare la militanza nel partito di Giorgia Meloni, ma rimarranno consiglieri eletti nella “lista del sindaco” (un civico, un forzista? un leghista?), ma si compiace anche perchè quel partito che solo tre anni fa aveva corso alle comunali con Gianni Stroppa si sarebbe ricreduto dopo il tesseramento dei due suoi sostenitori, anche se Segantin a febbraio "aveva escluso categoricamente di voler entrare in FdI (LEGGI ARTICOLO). “Ho ricevuto garanzie dal
commissario provinciale di Fratelli d’Italia Alberto Patergnani, sull’assoluta lealtà alla maggioranza dei due consiglieri confluiti in quella compagine, per cui non c’è alcun inciucio politico né vedo alcun rimpasto all’orizzonte, qualsiasi altra lettura è di pura fantasia”. Il sindaco ha ragione, non cambia nulla, se non che Fratelli d’Italia avrà due tessere in più, richieste al circolo di Rovigo, o a quello di Badia, e rispetterà il patto antinciucio sottoscritto il 18 agosto scorso da Salvini, Berlusconi e Meloni per correre uniti al fianco di Luca Zaia (LEGGI ARTICOLO). Un patto che prevede "mai con il Pd e mai con i Cinquestelle" vista la sfortunata ed inconcludente esperienza voluta dalla Lega di accordarsi con i grillini per governare il Paese lasciando Forza Italia e Fratelli d'Italia drammaticamente in minoranza, senza "portare a casa" nessuno dei due obiettivi di governo: autonomia e flat tax.


Anche il dirigente nazionale di FdI, Ivo Baccaglini, nel rispetto delle decisioni assunte del presidente del circolo locale di Fratelli d’Italia Enrico Pasello, ha espresso tutta la sua soddisfazione benedicendo l’operazione. “Visto dall’alto non posso che essere contento di questa novità che conferma la crescita del partito, col solo auspicio che si possa giungere alla formazione di un gruppo consigliare stabile” ha affermato Baccaglini.
Sulla stessa lunghezza d’onda è parso presidente del circolo locale di Fratelli d’Italia Enrico Pasello, che conferma come allo stato attuale non sia stata avanzata alcuna richiesta di rimpasto, ma che sottolinea la volontà di dare il proprio contributo migliorativo all’amministrazione, lo stesso contributo che auspicava di poter dare già a febbraio, quando invece si bloccò l’ingresso dell’assessore Segantin nel partito, agevolato oggi dalla candidatura di Barbieri alle regionali.

Quello che potrebbe cambiare i rapporti, invece, sarà il fatto che il sindaco Rossi dovrà aprire un dialogo con due diverse segreterie di partito, da cui il diverso avviso della Lega che, in un comunicato diffuso via social “Idee Politiche o opportunità Partitiche?” lamenta che di questa operazione non se ne sia parlato con i partiti che compongono l’attuale governo locale, dando per scontato che al resto della componente di maggioranza, ovvero loro, l’operazione debba andare per forza bene.
La Lega si chiede con malcelata polemica: “Oggi dovremmo dare il benvenuto ad una delle forze di destra che in origine si era localmente schierata a sinistra contrariamente alle imposizioni Meloniane. Praticamente chi fino a ieri ha disquisito sull’operato di questa amministrazione, oggi magicamente è diventato amico e alleato” un po' come succede oggigiorno quando attaccare il governo risulta facile dopo essere stati sostituiti dal Pd alla corte di Giuseppe Conte.

Due le chiavi di lettura proposte: una è certamente quella di un’altra perdita della lista di Adesso Badia, che in tre anni ha visto uscire il proprio candidato Sindaco, 5 consiglieri eletti e ora vedono staccarsi una componente politica precedentemente schierata con loro. E’oramai chiaro che Adesso Badia non esiste più e sopravvive la sola componente del Pd.

L'altra chiave di lettura nasce invece da una pungente curiosità relativa al passato dei neo Fratelli d’Italia. Uno dei due in tempi non sospetti vantava di essere un leghista, l'altro dal passato sicuramente più vicino all’identità Meloniana, ma molto lontano dalle idee e dai modi del partito. Entrambi sarcasticamente accostati a Lilly e il Vagabondo con una domanda finale: “Bisognerebbe capire chi oggi ha segnato il gol politico”.
Ugo Mariano Brasioli
Articolo di Giovedì 17 Settembre 2020

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