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LA STORIA

Antonio Mancini salva una giovanissima vita

Gli eroi esistono, e fanno bene al cuore. Un giovane studente del Celio Roccati di Rovigo, Antonio Mancini, si è meritato questo epiteto per aver salvato una vita a Ferrara

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Antonio Mancini

ROVIGO - Un pugno di minuti, la scelta tra l’azione e le sue responsabilità, oppure i propri programmi. In quei pochi minuti una bambina di 18 mesi stava lottando tra la vita e la morte.

“Il fatto – ha spiegato Antonio Mancini – è capitato lo scorso 10 settembre a Ferrara. Ero stato a visitare una mostra in centro con Sofia Campion e stavo andando verso la stazione dei treni. Mancavano solo 15 minuti alla nostra partenza, quindi procedevamo di buon passo. A un bivio, tra palazzi di residenze popolari, all’improvviso sentiamo gridare. Non siamo certi di cosa stia accadendo, perché ci sono persone che normalmente usano un tono di voce molto alto. Notiamo che ci sono alcune persone di colore, una delle quali sembra pregare a voce alta; ci avviciniamo solo per chiedere se vada tutto bene e ci rendiamo conto che c’è una mamma nigeriana con una bambina in braccio. Si capisce davvero poco da quello che dice, ha grossi problemi con l’italiano, e forse quello è il motivo per cui non sono stati chiamati i soccorsi. A gesti mi indica la bocca della piccola, ma non riesco a capire se si tratti di una reazione allergica o di un principio di soffocamento per altre cause. Di sicuro la bambina è senza forse, pallidissima e sembra non respirare. Nel giro di pochi secondi entro nell’atrio del palazzo, prendo la bambina in braccio e mi ricordo quanto appreso due anni fa al corso di primo soccorso frequentato a scuola. Bastano alcuni colpetti tra le scapole e la piccola inizia a vomitare e piangere, dando preziosi segni di vita. Nel frattempo sta arrivando l’ambulanza, che Sofia ha chiamato, per prestare le cure necessarie. Il treno intanto è partito, ma non sento alcun dispiacere, anzi sono davvero entusiasta di aver fatto un’azione così utile.”

Antonio, 18 anni, è uno scout e una brava persona, perché aiutare il prossimo è uno dei valori su cui si imposta la sua vita. “Il corso di primo soccorso offerto dal mio liceo in collaborazione con la Croce Verde – ha aggiunto – è stato un’opportunità preziosa e credo che ne cercherò altri. Il mio futuro? Adesso frequento la quinta, tutto può succedere, ma credo che sarà indirizzato verso qualche professione media o sanitaria, per continuare ad aiutare gli altri.”

“A titolo personale e a nome di tutte le persone del Celio Roccati – ha commentato la dirigente scolastica del Celio Roccati, Anna Maria Pastorelli – esprimo gratitudine e orgoglio per Antonio Mancini. Rappresenta tutti i valori per cui la scuola si impegna quotidianamente; non solo è un modello per tanti ragazzi, ma dà anche il messaggio che i giovani siano persone con valori e coscienza”.

Articolo di Sabato 19 Settembre 2020

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