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SVILUPPO SOSTENIBILE

Slow tourism e navigazione in acque interne: giornata di lavoro ai Grandi Fiumi 

Durante il convegno organizzato da Assonautica a Rovigo, Alba Rosito, ha reso pubblico l’annuncio che le tre tappe di prova che in estate avevano visto protagonisti gli amministratori locali, saranno operative e quindi prenotabili da tutti   

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ROVIGO - Una giornata dedicata alle esperienze di turismo naturalistico e culturale nella navigazione in acque interne. Questo il focus del convegno organizzato da Assonautica con il contributo della Camera di Commercio di Venezia-Rovigo nella suggestiva cornice del museo dei Grandi Fiumi.

L’evento, che rientra negli appuntamenti della settimana Europea della Mobilità che si celebra dal 16 al 22 settembre, era anche il primo dopo la scomparsa prematura di Alfredo Malcarne, presidente nazionale di Assonautica mancato improvvisamente nel luglio scorso, cui è stato dedicato un breve ma commosso ricordo. Dopo il saluto delle autorità - il vicesindaco di Rovigo Roberto Tovo, il presidente della Provincia di Rovigo Ivan Dall’Ara e la collega di Ferrara Barbara Paron - la parola è passata a Marino Masiero, vice presidente di Assonautica nazionale e presidente della sezione di Venezia: “Occorre recuperare il senso della navigazione e l’amore per l’acqua ma abbiamo anche necessità di guardare a modelli virtuosi che funzionano, come ad esempio quella Camargue, dove sono operative oltre 10mila house boat. Serve educare la gente a fare turismo lento: metter in piedi una rete non è difficile, dobbiamo tornare a fare i viaggiatori e non solo i turisti, poi anche la politica e chi ci amministra devono avere capacità il coinvolgere il territorio: è questione di sensibilità e sinergie”.

Erasmo Bordin, del comitato esecutivo Assonautica Acque Interne di Veneto ed Emilia, ha ripercorso invece le tappe che negli scorsi mesi hanno portato alla nascita del progetto “Fiume di Mezzo”. “Crediamo in questo percorso e nel museo diffuso dell’acqua - queste le sue parole -: per il momento lungo il Canalbianco si naviga da Adria e Zelo ma questo è solo l’inizio di qualcosa di più grande che potrà portare in futuro dal mare a Mantova in barca. Fondamentale alla fine sarà la qualità dei servizi e delle infrastrutture anche in materia di accessibilità a tutti”.

Da Denis Maragno di Fiab Rovigo, invece, è arrivata una fotografia del territorio polesano in chiave pedali. “L’opzione bike and boat - ha spiegato - è il modo migliore per ridurre le emissioni di anidride carbonica facendo attività fisica anche non agonistica e restando a contatto con la natura. Il cicloturismo cresce e anche in Italia le cose iniziano a muoversi sull’esempio del Nord Europa: chi fa turismo in bici non spende certo di meno ma propone solo una stile alternativo che oltretutto ha un impatto minore sull’ambiente”.

L’avvocato Massimiliano Grimaldi, presidente di Aidni (Associazione italiana diritto navigazione interna), ha portato quindi una panoramica sui risvolti giuridici legati ai pacchetti turistici proponendo le ultime modifiche al Codice della nautica da diporto e Codice del turismo e soffermandosi sui concetti di proprietà, locazione e noleggio di imbarcazioni. Rudy Toninato, uno degli imprenditori che sta scommettendo sulla navigazione in Polesine, ha ribadito il concetto di prossimità: “Turismo di eccellenza? Per noi il visitatore di lusso è chi abita a Rovigo o Pontecchio, vogliamo portare a bordo la gente che vive qui e che magari non ha mai visto le bellezze naturalistiche che ha un passo da casa...”. 

L’avvocato Carlo Mayr, presidente di Assonautica Ferrara, ha tracciato invece un quadro critico ma sostanzialmente ottimista della navigabilità oltre Po, parlando di note dolenti - come la darsena di San Paolo, la conca Valle Lepri o l’assenza attracchi cittadini nel capoluogo estense - ma anche di eccellenze come Villa della Mensa a Copparo, i ponti girevoli di Migliarino e le bellezze di Comacchio. “Il turismo, incluso quello fluviale, crea posti di lavoro specie tra i giovani a costi assolutamente ragionevoli. Ecco perché può essere una delle chiavi e delle risposte per il futuro“, ha rimarcato.

Gabriele Negrini, dell’Autorità Portuale di Mantova, ultimo relatore di giornata a intervenire, ha presentato infine lo studio di fattibilità per collegare il bacino gardesano ai laghi Mantova lungo l’asta del fiume Mincio: un progetto da circa 140 milioni destinato a mettere in rete le vie d’acqua della Lombardia orientale con respiro verso il fiume Po in uno dei territori a più alta vocazione turistica del nord Italia e del Paese (il solo lago di Garda prima del Covid muoveva qualcosa 80 milioni di presenze l’anno). “L’ UE - queste le sue parole - con il Recovery Fund e i circa 200 miliardi in arrivo per progettualità green, non chiede infrastrutture ma modelli di best practice e sostenibilità: sta a noi reinterpretare la pianificazione territoriale”.

A trarre le conclusioni di giornata, prima del pranzo servito dai ragazzi de L’osteria della gioia e la visita guidata nel museo dei Grandi Fiumi preceduta da una spiegazione di Raffaella Peretto (CPSSAE), Vitaliano Bressanin, presidente di Interporto di Rovigo: “Dopo anni di immobilismo sul fronte della navigazione commerciale e turistica a livello centrale, ora abbiamo i fondi che però bisogna spendere in tempi brevi perché il territorio attende risposte rapide. L’UE ha indicato la via con Recovery Fund e taglio green, ora serve un coordinamento per una progettazione d’insieme per lanciare finalmente questa potenzialità, l’acqua, ancora inespressa. La strada è segnata: semplificazione, scelta politica e decreti attuativi prima di una realizzazione in tempi veloci come successo per Amazon”.

In chiusura di lavori, Alba Rosito, presidente di Assonautica Acque Interne Veneto ed Emilia, ha reso pubblico l’annuncio che le tre tappe di prova che in estate avevano visto protagonisti gli amministratori locali, saranno operative e quindi prenotabili da tutti  partire dal 27 settembre: si comincia con La via dell’Archeologia (da Rovigo ad Adria) per proseguire il 4 ottobre con Tra ville e Castelli (da Fratta a Bosaro e rientro via Arquà) e chiudere l’11 ottobre con la La via dell’acqua (da Fratta a Canda-Bagnolo con puntata ai gorghi di Trecenta). Prenotazione obbligatoria al numero 366 3240619 o info@aqua-naturaecultura.com.

Articolo di Sabato 19 Settembre 2020

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