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Ora autovelox fissi anche nelle città, una delle principali novità della nuova riforma del Codice della strada

L'avvocato Fulvia Fois spiega la mini-riforma introdotta nel decreto semplificazioni: più poteri di accertamento e più diritti per i ciclisti

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Care lettrici e cari lettori, 

questa settimana voglio parlarvi di un’interessante novità che tuttavia, causa i temi caldi del momento, quali la ripresa dell’anno scolastico e il prossimo referendum, rischia di passare inosservata: sto parlando della riforma del Codice della Strada, approvata con la conversione in legge del Decreto Legge 17 luglio 2020 n. 76, meglio conosciuto come “decreto semplificazioni”.
Fin da subito questa novità normativa è stata ribattezzata in senso quasi riduttivo come “mini riforma” per due ordini di motivi:
1) perché riguarda soltanto quindici articoli del vigente Codice della Strada 
2) perché è stata introdotta da un decreto che dovrebbe in realtà parlare di tutt’altro: il decreto semplificazioni. Infatti, ha quale obiettivo ultimo la digitalizzazione dell’amministrazione, con particolare riferimento al sistema degli appalti, dei procedimenti amministrativi e dell’edilizia, per cui l’intervento in materia di Codice della Strada è stato da molti visto come un’ingiustificata digressione o, come affermato dallo stesso Presidente Mattarella, non attinente ed eterogeneo, eccentrico rispetto al vero tema del decreto.
Ciononostante, la riforma del Codice della Strada è stata promulgata e il fatto che la stessa sia circoscritta a pochi ambiti non implica che le modifiche apportate siano irrilevanti, anzi, si ritiene che le nuove disposizioni diventeranno l’argomento principe del contenzioso futuro tra privati e comuni.
Ma vediamo nello specifico quali sono le principali novità introdotte agli articoli 49 e 49-bis del Decreto semplificazioni.

LE NOVITA’ PER I VELOCIPEDI: “DOPPIO SENSO CICLABILE”
In primo luogo, la riforma interviene, per così dire, con un occhio di riguardo per i ciclisti. È stato infatti sancito il diritto degli stessi a circolare anche in senso opposto al senso unico di marcia previsto per gli altri veicoli, indipendentemente dalla larghezza della carreggiata e dell’intensità del traffico; questa previsione è definita come “doppio senso ciclabile” e oltre ad essere possibile unicamente sulle corsie ciclabili per doppio senso, sarà individuata da apposita segnaletica.

Vengono inoltre introdotte nuove tipologie di strada, esplicitamente dedicate alla circolazione dei ciclisti:
• Strada urbana ciclabile: si tratta di una strada urbana ad unica carreggiata, con banchine pavimentate e marciapiedi, in cui il limite di velocità non può essere superiore ai 30 km/h, fermo restando l’obbligo degli altri veicoli di dare precedenza ai velocipedi e di sorpassarli a ridottissima velocità, solo dopo aver adottato tutte le cautele del caso;
• Corsia ciclabile: parte destra della carreggiata destinata alla circolazione dei velocipedi nello stesso senso di marcia degli altri veicoli; è segnalata dal simbolo del velocipede e delimitata da una striscia bianca che può essere continua o discontinua;
• Corsia ciclabile per doppio senso: prevista per le strade a senso unico, si trova a sinistra della carreggiata e permette la circolazione dei velocipedi in senso contrario a quello di marcia degli altri veicoli.

AMPLIAMENTO DEI POTERI SANZIONATORI E DI ACCERTAMENTO(DIVIETO DI SOSTA E FERMATA, RIMOZIONE VEICOLI…) 
Ecco chi può farlo purché abbia la fedina penale pulita e segua con successo un percorso formativo.
La novità più eclatante e sicuramente più discussa della neo-introdotta riforma, riguarda la possibilità per i sindaci di assegnare il potere di contestare le infrazioni di sosta e fermata, nonché la possibilità di rimozione dei veicoli interessati, a soggetti diversi dai vigili urbani, in particolare:
• Dipendenti comunali
• Dipendenti delle società pubbliche o private che gestiscono le soste a pagamento o i parcheggi
• Dipendenti delle aziende municipalizzate
• Dipendenti delle imprese addette alla raccolta dei rifiuti o alla pulizia delle strade
• Controllori degli autobus
Questi soggetti potranno dunque regolare la sosta e la fermata, rilevare le infrazioni, redigere appositi verbali e imporre la rimozione dei veicoli interessati e nello svolgimento di tali attività saranno considerati a tutti gli effetti come pubblici ufficiali; va comunque detto che l’assegnazione di tali poteri è subordinata alla condizione che il soggetto designando abbia la fedina penale pulita e superi con successo un adeguato percorso formativo.

ATTENZIONE
Gli addetti alla pulizia delle strade e i controllori degli autobus potranno esercitare tali poteri solo qualora sia strettamente necessario all’espletamento della loro attività: ciò significa, ad esempio, che un netturbino potrà rilevare la sanzione e imporre la rimozione dell’auto solo qualora la stessa sia parcheggiata in modo tale da impedire la raccolta dei rifiuti o la pulizia di un tratto di strada.

GLI AUTOVELOX IN CITTA’ E LE ZTL 
La riforma ha stabilito che sarà possibile installare Autovelox fissi, volti al rilevamento a distanza delle infrazioni, anche sulle strade urbane, comprese quelle di quartiere e locali, fermo restando che il Prefetto, dopo aver valutato il grado di incidentalità e le caratteristiche particolari della strada interessata, dovrà prestare la propria autorizzazione all’installazione dello strumento per il controllo della velocità.

Per quanto concerne invece le Zone a Traffico Limitato, è stato stabilito che d’ora in poi il comune avrà la totale libertà di introdurre nuove ZTL e di predisporre sistemi di videosorveglianza volti a rilevare le violazioni dei divieti di accesso e di transito (ma anche eventuali passaggi con semaforo rosso, sorpassi ecc...) anche se a questo proposito resta comunque necessaria l’approvazione da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che si deve pronunciare sull’adeguatezza e il posizionamento dei suddetti sistemi di sorveglianza.

Quelli passati in rassegna sono solo i più importanti interventi previsti dalla riforma del Codice della Strada, la quale tuttavia prevede anche l’introduzione di una banca dati in cui verranno registrate tutte le targhe associate a permessi per persone affette da invalidità e la proroga delle scadenze delle revisioni auto: in particolare i veicoli con revisione scaduta fino a luglio 2020 potranno circolare fino al 31 ottobre 2020; quelli con revisione scaduta nei mesi di agosto e settembre 2020 potranno circolare fino al 31 dicembre 2020 ed infine, qualora la revisione dovesse scadere nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020, gli interessati potranno circolare fino al 28 febbraio 2021.

Se avete delle domande o volete semplicemente suggerirmi un tema da trattare, potete farlo compilando l’apposito modulo che trovate sul sito www.dirittoetutelafois.com oppure scrivendomi all’indirizzo e-mail dirittoetutela3.0@gmail.com


Avvocato Fulvia Fois

Articolo di Domenica 20 Settembre 2020

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