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IL CASO

Arbitro di Seconda categoria nega l’accesso al campo al nostro fotografo

Evidentemente la norma della Lega Nazionale Dilettanti non è ancora stata recepita, a Ceregnano (Rovigo) un arbitro di calcio della Sezione di Padova ha impedito il regolare svolgimento del proprio lavoro al fotografo del nostro giornale

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CEREGNANO (Rovigo) - Diritto di cronaca negato, e non è la prima volta. RovigoOggi.it, testata giornalistica regolarmente registrata al Tribunale di Rovigo, aveva scelto il campo di Ceregnano per la ripresa dei campionati dilettantistici di Seconda categoria. Un segnale importante del mondo dello sport e del calcio, qualche decina di spettatori, gel disinfettante all’ingresso, e misurazione della temperatura.

La società Medio Polesine di Ceregnano ha tutto in piena regola domenica 20 settembre, in occasione del big match di Seconda categoria con l’Altopolesine, ma purtroppo le immagini della partita non sono documentabili, il perché ve lo spieghiamo.

Come prassi, prima dell’ingresso in campo delle squadre, il nostro foto-giornalista regolarmente iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Veneto da oltre un decennio, accede all’area spogliatoi chiedendo l’accesso al campo alla società ospitante, come da regolamento. La società acconsente.

Il foto-giornalsita si presenta all’arbitro con il tesserino dell’Ordine in mano, chiede, pur non essendo necessario, se deve lasciare il documento al direttore di gara, il quale nega l’accesso al terreno di gioco con la seguente frase “Con il Covid non faccio entrare nessuno, solo chi è in distinta, se vuole le può fare da fuori”.

Inutile sottolineare che era una partita ufficiale, inutile anche sottolineare che il fotografo era munito di mascherina, inutile sottolineare che a S. Siro i fotografi non lavorano dalla tribuna o dal parcheggio, così il nostro operatore ha preferito andarsene come è giusto che sia.

Peccato che il fotografo stesse lavorando e non fosse lì per divertirsi, peccato che tale comportamento sia contro l’articolo 1 della Costituzione Italiana, peccato che sia in totale violazione alle disposizione della Lega Nazionale Dilettanti, che consentono l’accesso a fotografi e cineoperatori (in un numero limitato, ma nella fattispecie il giornalista era uno solo), e che l’arbitro non abbia alcuna autorità in merito. L’arbitro della Sezione di Padova non ha voluto sentire ragioni, ha chiuso la porta del suo spogliatoio ignorando il documento esibito. Ci dispiace per le due società protagoniste dell’evento, poteva essere una bella giornata di sport di ripresa dopo il lockdown, invece. Ci dispiace soprattutto per la società Medio Polesine. che non ha alcuna colpa, e che ringraziamo comunque per la breve ospitalità.

Evidentemente il direttore di gara non aveva letto l’ultima normativa anti Covid-19 della Lnd, che ha ispirato anche le linee guida della Federazione italiana rugby per l’accesso al terreno di gioco anche in regime di partita a porte chiuse. Vorremmo ricordare che i nostri fotografi e giornalisti hanno sempre lavorato anche in piena emergenza Covid-19 durante il lockdown, utilizzando la massima cautela e tutti i dispositivi di protezione individuale, ma soprattutto rispettando le persone che lavorano a qualsiasi livello. Sarebbe auspicabile che lo facessero anche gli altri.

Articolo di Domenica 20 Settembre 2020

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