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CULTURA

In Vangadizza è emerso il ritratto di una generazione dal futuro incerto

A Badia Polesine (Rovigo) Francesco Vecchi, conduttore di “Mattino 5”, ha presentato il suo libro “I figli del debito”. un viaggio nell’economia e di un debito pubblico ereditato dalle generazioni precedenti

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BADIA POLESINE (Rovigo) - Il 18 settembre in Abbazia Francesco Vecchi, conduttore di “Mattino 5” ha presentato il suo libro “I figli del debito” nel quale, attraverso un viaggio nell’economia e di un debito pubblico ereditato dalle generazioni precedenti, analizza la condizione giovanile tracciando il ritratto di una generazione dal futuro incerto e arrabbiata con la politica.

Ne è emerso un quadro sconfortante su una “Debt generation” incapace di avere spazi di manovra, soprattutto da quando lo Stato ha invertito la tendenza per cercare di ripagare i debiti contratti dalla generazione precedente. “Fino a quel momento, ha affermato 38enne il giornalista, l’Italia ha sempre speso più di quello che incassava dalle tasse, ma dal 1992 con il trattato di Maastricht, le cose sono cambiate e da madre patria generosa, che con i trucchi del debito riusciva a mascherare il rallentamento dell’economia e a garantire stipendi alti e prospettive di carriera, si è trasformata in matrigna”. Oggi la sensazione è che ci sia un Paese che ti chiede più di quello che ti restituisce. Negli anni in cui il debito esplodeva, non c’era consapevolezza del problema ma oggi, se va bene, a 38 anni si è stagisti, magari senza un vero contratto di lavoro, quando in passato a questa età si poteva anche andare in pensione; era scandaloso ma si poteva fare. Con un debito pubblico gigantesco, “Noi siamo quelli che hanno dovuto cominciare a restituire i soldi, siamo quelli a cui hanno lasciato in eredità la bancarotta”. Questo ha inciso anche nella fiducia degli italiani nei confronti dello Stato. I nostri padri non l’hanno fatto apposta, ma bisogna ammettere che esiste uno squilibrio tra ciò che le generazioni precedenti hanno avuto e quanto è dato a quella attuale. Ecco perché non ci sono investimenti, non ci sono spinte per la modernizzazione e per la creazione di posti di lavoro e i giovani che possono se ne vanno. In questo modo sono state create le premesse di una divisione iniqua, tra una maggioranza che ha in mano un titolo di studio universitario che vale poco o nulla e una minoranza che ha frequentato le scuole di eccellenza del Paese, ma che utilizza questa formazione per andarsene.

È chiaro che la politica deve fare le scelte più giuste e ben ponderate. Servirebbe un nuovo patto generazionale per riequilibrare la situazione. Il nostro Paese ha saputo superare sfide difficili rispettando le minoranze, oggi dovrà inventarsi qualche meccanismo per tutelare la minoranza rappresentata dai giovani.

Immancabilmente, la riflessione è scivolata sulle conseguenze del Covid-19, sulla sfida rappresentata dalla ripartenza del post pandemia e sul Recovery fund che servirebbe per il futuro, ma per il quale il Volto di Canale 5 non è ottimista. “Se non altro il Covid ha costretto a un cambio di passo, ma l'Europa deve finanziare gli Stati che ne hanno più bisogno".

Questo libro, in definitiva, è la storia di una grandissima fregatura, nata dal sogno di far correre i propri figli e, invece, finita per azzoppare i figli di tutti, tenendoli in ostaggio di un debito pubblico enorme che ne condiziona l’esistenza.

Non è mancato il dibattito finale al quale Francesco Vecchi, incalzato dalle domande di Annalisa Marini e sollecitato dalle riflessioni del pubblico, non si è sottratto.

Presenti in sala per l'amministrazione comunale gli assessori Valeria Targa e Fabrizio Capuzzo.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Lunedì 21 Settembre 2020

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