Condividi la notizia

AMBIENTE

Tar: la discarica per ora può ampliarsi

Il Tar non stoppa la discarica di Sant'Urbano ma il ricorso, secondo i legali dei Comitati ambientalisti di Lendinara (Rovigo) Monselice ed Este, è fondato

0
Succede a:

LENDINARA (Rovigo) – Il Tar del Veneto, con sentenza del 10 settembre scorso, ha rigettato la domanda cautelare di sospensiva del provvedimento di rilascio della valutazione d’impatto ambientale per il progetto di ampliamento per 1 milione di metri cubi della discarica tattica regionale di Sant'Urbano. Ciononostante c’è soddisfazione da parte dei comitati promotori del ricorso, perché il tribunale amministrativo nel pronunciamento non ha contestato la fondatezza del ricorso nel merito. Questo, almeno, pensano gli avvocati Francesco Maracino ed Eva Vigato, legali del comitato Lasciateci Respirare di Lendinara che insieme a quello di Monselice e a L’altra Este hanno promosso l’azione.

La motivazione della decisione cautelare è fondata sul presupposto che, non essendo ancora intervenuta la decisione definitiva di autorizzazione all'ampliamento della discarica, il solo parere ambientale non è idoneo a configurare un pregiudizio grave ed irreparabile.

Il ricorso al Tar era, infatti, contro l’ampliamento della discarica di Sant’Urbano, era stato presentato lo scorso luglio contro l’accoglimento del progetto della ditta Gea Srl, per un ampliamento della mole di rifiuti da parte della Regione Veneto, impugnando il provvedimento di Via (Valutazione d’impatto ambientale) con cui Venezia ha dichiarato la compatibilità ambientale del progetto, presentato dal gestore della discarica.

La partita, dunque, secondo i legali è ancora aperta, perché il Tar non ha respinto il ricorso, ma si è limitato a rigettare la domanda cautelare di sospensiva della Via rilasciata dalla Regione il 25 marzo scorso in quanto non sussiste un pericolo attuale, visto che l'ampliamento non è stato ancora autorizzato. A tutt’oggi manca il  Paur (Provvedimento autorizzatorio unico regionale), anche se la Regione aveva dichiarato la compatibilità ambientale del progetto presentato da Gea srl, che prevede l'autorizzazione a conferire 995mila metri cubi di rifiuti, l'innalzamento di oltre 3 metri della copertura finale e il rinvio del fine vita della discarica dal 2022 al 2029.

Il diniego allo stop della Via dunque è fondato sulla mancanza di un “attuale pericolo” ma il ricorso rimane comunque pendente e i Comitati ambientalisti hanno giurato di opporsi con tutte le proprie forze, non lasciando nulla d’intentato.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Lunedì 21 Settembre 2020

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it