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URBANISTICA ROVIGO

I socialisti al sindaco Gaffeo: é arrivato il momento di decidere sul Piano degli interventi

Il Pat approvato nel 2012 avrebbe bisogno di revisioni secondo il Psi di Gianmario Scaramuzza e la maggioranza consiliare di Rovigo deve esprimersi su come sarà  la città capoluogo per i prossimi anni

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ROVIGO - Il Partito socialista di Rovigo, rappresentato in consiglio comunale da Gianmario Scaramuzza, invita il sindaco Edoardo Gaffeo a procedere con il Piano degli interventi per disegnare la Rovigo di domani, auspicando che venga largamente condiviso con tutta la maggioranza coinvolgendo anche i cittadini.

“Dopo oltre un anno dall’insediamento è venuto il tempo della ripartenza, delle decisioni e della elaborazione di un disegno definitivo di città e del suo futuro di capoluogo. Da sempre sosteniamo che la scelta di una città in cui  abitare  è  legata agli affetti, al lavoro, ai servizi, alle opportunità  culturali,  alla mancanza  di  criminalità,  alle infrastrutture, alla presenza di spazi di aggregazioni e di iniziative per i giovani,  all'assistenza  domiciliare  agli anziani e ai malati, alla pulizia delle strade, alla potabilità dell'acqua, ai costi dei servizi” sostiene la federazione di Rovigo del Psi. 

“Non stupisca quindi che tale scelta, assolutamente condivisibile, appaia nel programma di governo dell’attuale maggioranza, ma sia anche il principio cardine su cui si basa il nostro Piano di assetto del territorio di Rovigo, approvato nel lontano 2012 e ormai bisognoso di un’attenta e rigorosa revisione. Ma mentre il Pat fissa gli obiettivi e le condizioni di sostenibilità degli interventi e delle trasformazioni ammissibili, il Piano degli interventi ne concretizza le previsioni attuandosi attraverso interventi diretti o per mezzo di piani urbanistici attuativi. Da ciò ne deriva che il Piano degli interventi diventa non solo lo strumento con il quale governare lo sviluppo o il consolidamento multi funzionale di una città, ma è di fatto l’atto concreto con il quale il sindaco e la sua maggioranza annunciano quale sarà la loro immagine futura. 

Ricordiamo che il Piano degli interventi, di cui da otto anni si attende la definizione, da normativa si basa su un forte principio di sussidiarietà, dove il coinvolgimento e la valorizzazione delle competenze, anche di semplici cittadini, ne sono l’elemento cardine. Non può quindi essere un “atto monocratico” anche se elaborato da una maggioranza qualificata ma si arricchisce solo se viene realmente e largamente condiviso”.
Articolo di Mercoledì 23 Settembre 2020

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