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INCONTRO INTERDIOCESANO

Incontro di tre vescovi ad Ariano nel Polesine per parlare delle relative diocesi

Adriano Tessarollo, Pierantonio Pavanello e Francesco Beschi; tre vescovi ad Ariano nel Polesine (Rovigo) per parlare del creato e delle loro diocesi

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ARIANO NEL POLESINE (Rovigo) - Un incontro unico tra tre vescovi del territorio veneto e ferrarese nella giornata di venerdì 25 settembre con moderatore Giorgio Osti, di Grignano Polesine, professore associato di sociologia dell'ambiente e del territorio all'università di Trieste. Si è occupato prevalentemente di problemi ambientali e legati allo sviluppo del territorio e, in tempi recenti, di migrazioni.

"A memoria mia non ricordo un evento che coinvolga ben tre diocesi di due regioni ecclesiastiche diverse. Per la salvaguardia del creato questo sta accadendo. Il 25 settembre prossimo venturo ad Ariano Polesine i vescovi di Adria-Rovigo, Chioggia e Comacchio Ferrara si riuniscono per celebrare l’importante giornata voluta dalla conferenza episcopale italiana dagli anni 2000. L’anno prima ci si era riuniti a Ca’ Emo, Diocesi di Chioggia ma comune di Adria per celebrare la forza e la pervasività dei fiumi nelle nostre terre ed anche per ricordare i lutti provocati dall’uso sconsiderato di sostanze chimiche nell’ambiente. Allora le diocesi che si incontrarono furono due: Adria-Rovigo e Chioggia".

Proseguendo: "E’ forse un segno dei tempi che la tutela dell’ambiente produca dialogo e cooperazione laddove hanno dominato per secoli logiche di separazione. La cosa è nota: l’inquinamento non guarda ai confini amministrativi, nazionali o ecclesiastici. Così il paesaggio – un lato questa volta piacevole dell’ambiente – si perde a vista d’occhio senza soluzione di continuità".

"Per le nostre diocesi dell’estrema punta orientale della pianura padana è gioco forza occuparci di acqua e fiumi. Il nostro ambiente è il prodotto dello scorrere, a volte lento a volte impetuoso, dei corsi d’acqua che hanno trasportato grandi quantità di materiali dalle zone a monte. Peccato che negli ultimi decenni il trasporto abbia riguardato centinaia di sostanza chimiche di dubbia provenienza, pericolosità e combinazione".

"La desiderata sicurezza idraulica ha poi sigillato i fiumi annullando l’osmosi con i territori circostanti. La pianura non si è più alzata né per le periodiche alluvioni né per le bonifiche per colmata. Così i fiumi che scorrono attorno all’isola di Ariano nel Polesine – la sede dell’incontro interdiocesano – sono ormai arterie artificiali con le quali i rapporti rimangono ambivalenti".

Aggiungendo: "Da un lato sono un segno tangibile di riconoscimento collettivo, un pezzo della nostra comunità, quasi fratelli; dall’altro sono degli osservati speciali o per il rischio alluvioni o per l’arrivo di qualche chiazza di dubbia origine. Non parliamo poi di tutta la questione delle specie alloctone e dei predoni del fiume. Questi razziatori non hanno nessun legame con il territorio e si sentono legittimati a portarsi via tutto il pesce che vive nel grande delta del Po. Possiamo anche stigmatizzarli".

"Ma sono in qualche modo il simbolo della questione ambientale che ci coinvolge tutti: prendere dall’ambiente ciò che ci serve senza pensare alle conseguenze per altre persone e per l’ecosistema in generale. Un egoismo miope, a volte di gruppo, che finisce per ritorcersi contro di noi. In realtà, nelle aree a valle dei fiumi, la ritorsione è sproporzionata dato che lì si paga un prezzo altissimo all’uso sconsiderato del fiume a monte. Insomma è una ingiustizia ambientale bella e buona che chiede di essere sanata. Molto possono fare le leggi per imporre depuratori e controlli a monte".

Proseguendo: "Molto possono fare le chiese locali invitando i propri fedeli a monitorare i propri territori e in forza di questa attenzione, chiedere giustizia. Se tu stesso sei il primo a danneggiare il tuo ambiente, difficilmente sarai credibile nella richiesta di maggiori tutele a monte".

Concludendo: "La chiesa con la sua vocazione universale ha un compito educativo fondamentale verso l’ambiente. Questo valica i confini nazionali (cruciale per i migranti) e perfino quelli confessionali. Il 25 pomeriggio ad Ariano nel Polesine i tre presuli sentiranno gli interventi di Simone Morandini (teologo) e di Francesco Musco (urbanistica), poi si metteranno umilmente in preghiera con i propri fedeli e i rappresentanti delle chieste protestanti e della fede islamica. Ore 18 in piazza ad Ariano Polesine, un evento religioso a forte impatto civile"..
 
Articolo di Giovedì 24 Settembre 2020

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