Condividi la notizia

IL CASO

120 posti di lavoro a rischio

L’affermazione del marchio “Jacob Cohën” nel mercato mondiale potrebbe non bastare più per la Giada Spa di Adria (Rovigo), il 29 settembre in Tribunale a Milano il prolungamento della licenza di 18 mesi, oppure, la chiusura 

0
Succede a:

ADRIA (Rovigo) - Si terrà il prossimo 29 settembre, presso il Tribunale di Milano l’udienza che potrebbe sancire la proroga del prolungamento della licenza di 18 mesi, oppure, rigettare le richieste di Giada Spa, di fatto lasciando senza lavoro oltre 120 persone.

Nell’assemblea sindacale tenuta in azienda, il grido di allarme è stato chiarissimo, sotto forma di un documento già condiviso tra le maestranze, che ci preme portare a conoscenza di tutti, lasciando per una volta che siano gli stessi lavoratori a parlare direttamente:

Una straordinaria storia di successo, “Go to bed with a dream wake up with a purpose” è quella che è nata dall’unione tra l’intuizione dello stilista Nicola Bardelle e la società Giada spa, che ha reso possibile quel sogno ed ha messo a disposizione mezzi e persone.

Quelle risorse, quella forza lavoro che negli anni ha permesso, attraverso le proprie competenze, la propria passione, l’identificazione totale e l’attaccamento a questo progetto, l’affermazione del marchio “Jacob Cohën” nel mercato mondiale. “Ora tra l’indifferenza generale si sta consumando una tragedia - sottolineano Fabio Zampirolli Filctem Cgil ed Enrico Rigolin Femca Cisl - 120 padri e madri con carichi di famiglia ed impegni finanziari e la relativa filiera (che occupa 800 persone in un territorio storicamente con oggettive difficoltà occupazionali), vedono finire quel sogno reso possibile grazie a loro.

E tutto questo avviene in un periodo di grande difficoltà economica, a seguito della pandemia che renderà ancora più difficile se non impossibile la ricollocazione delle persone.

Fino ad adesso i lavoratori (ed i loro rappresentanti, ndr) hanno preferito non intralciare i numerosi tentativi tra le parti per giungere ad un accordo per ottenere un prolungamento della licenza Jacob Cöhen, soprattutto in questa fase storica così drammatica. Ora, invece, è tempo di far sentire la propria voce a chi è chiamato a decidere sul futuro di queste famiglie e chiedono a gran voce: Tempo, lavoro e buon senso”.

“Queste madri e questi padri non chiedono sussistenza ma lavoro, rispetto, dignità così come sancito dalla Costituzione, e chiedono di mettere da parte gli interessi economici e personali per salvaguardare chi in questo momento è più debole e da tutelare.

Abbiamo lasciato la parola direttamente ai lavoratori, perché mai come in questo caso deve essere il cuore a parlare per manifestare la realtà dei fatti così come percepita in questi anni dalle persone che vivono la realtà di Giada.

Ci preme anzitutto garantire i livelli occupazionali e preservare le realtà aziendali che in questi anni hanno determinato l’efficienza e la stabilità economica e finanziaria nel mantenimento di posti di lavoro importanti per il territorio”.

La richiesta è, pertanto, chiara e condivisa: garantire al sito di Adria e al relativo indotto di proseguire le attività produttive e commerciali consentendo, con la continuità, l’avvio dei processi di cambiamento che preservino posti di lavoro e la professionalità dei dipendenti.

Articolo di Venerdì 25 Settembre 2020

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it