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DIRITTI ESCLUSIVI DI PESCA

Al tifo da stadio dei pescatori risponde il presidente Dall’Ara: proroga a 15 anni illegittima, niente permessi di pesca

Continua la contrapposizione tra il Consorzio cooperative del Polesine e la Provincia di Rovigo che, benché votata a maggioranza dei consiglieri, non ritiene corretta la proroga dei diritti esclusivi e blocca di conseguenza il rilascio di nuovi titoli

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ROVIGO - Il presidente della provincia di Rovigo Ivan Dall'Ara cerca di spiegare come sia stato rischioso ed inefficace il "golpe" subito dai suoi consiglieri provinciali in materia di diritti esclusivi di pesca, prorogati a 15 anni senza gara, ed il motivo per cui, ad oggi, non è possibile rilasciare nuovi permessi di pesca.

"Si rende necessario chiarire una volta per tutte la questione dei permessi inerenti i diritti esclusivi di pesca alla luce anche dei continui e reiterati ricorsi seguiti poi da esposti da parte del Consorzio pescatori del Polesine nei riguardi del presidente e del direttore generale Maria Votta Gravina della Provincia di Rovigo" afferma Ivan Dall'Ara.

"Il Consorzio pescatori del Polesine ha intentato un ricorso al Tar in data 13 maggio, risultato soccombente, ed ha impugnato la sentenza dello stesso Tar dinnanzi al Consiglio di Stato, il cui provvedimento di questi giorni ha procrastinato in avanti ogni ulteriore decisione, e che qualunque esso sia non entrerà nel merito della questione, costringendo di fatto la Provincia a resistere con l’impegno economico di ben 29.000 euro a fronte di una difficile situazione finanziaria già nota.
L’oggetto del contendere riguarda il rilascio di alcuni permessi di pesca in base ad una richiesta di approvazione di una nuova graduatoria inerente l’anno 2020.

Detta graduatoria non può essere approvata dalla Provincia in quanto i regolamenti a supporto della stessa non sono al momento vigenti, in quanto possono essere adottati solo in caso di convenzione ex novo e non di proroga della convenzione stessa, proroga che ancorché approvata a maggioranza dal consiglio provinciale in data 18 ottobre 2019, viene ritenuta illegittima sia dagli uffici provinciali che dal Presidente e da una parte del consiglio provinciale, e che al momento è ancora oggetto di particolare attenzione sia da parte della Procura della Repubblica di Rovigo che della Corte dei Conti di Venezia.

Se il fine del Consorzio come viene continuamente sbandierato è quello della tutela del lavoro, e visto e considerato che i nominativi degli interessati ai permessi sono per la maggior parte sempre i medesimi, ma solo con differenza di posizionamento in graduatoria, è di difficile comprensione il perché il Consorzio non abbia chiesto lo scorrimento della graduatoria approvata nel 2° semestre 2018 al momento vigente, procedura peraltro indicata e suggerita dal direttore generale della Provincia Maria Votta Gravina ancora il 19 giugno 2019 con nota prot. 17388, che potrebbe in tal modo soddisfare abbondantemente le richieste di posti di lavoro".

 
Articolo di Lunedì 28 Settembre 2020

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