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AMBIENTE

Ritornano le limitazioni, occhio ai semafori sul sito del Comune

Nel 2020 a Rovigo, ad oggi, il numero dei superamenti giornalieri rispetto al limite massimo è già stato di 47, scatta la lotta all'inquinamento atmosferico dal 1 ottobre, limitazioni al traffico, agli impianti termici e alle combustioni all'aperto

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ROVIGO - Lotta a all'inquinamento atmosferico. Dal primo ottobre scattano i provvedimenti. Lo hanno comunicato oggi il sindaco Edoardo Gaffeo, affiancato dall'assessore all'Ambiente Dina Merlo, illustrando le due ordinanze firmate proprio dal sindaco. Presente anche Barbara Likar funzionario del settore Ambiente.

La  prima si riferisce alla limitazione dell’esercizio degli impianti termici, compresi quelli alimentati a biomasse, con prescrizioni per le combustioni all’aperto e allo spandimento dei liquami zootecnici, attiva nel periodo che va dal 1 ottobre 2020 al 31 marzo 2021. La seconda Ordinanza, invece, detta misure di contenimento della circolazione stradale nel periodo 1 ottobre – 31 dicembre 2020.

Tali limitazioni, come ha spiegato l'assessore all'Ambiente Dina Merlo derivano dall’esistenza di una procedura di infrazione comunitaria per le regioni del Bacino padano, che ha determinato le indicazioni contenute nei Programmi di azione per l’ambiente di carattere europeo, approvate dal Consiglio regionale del Veneto e fissate in forma prescrittiva nel Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera. La Regione Veneto ha demandato poi ai sindaci delle città la responsabilità di adottare misure di contenimento dell’inquinamento atmosferico, con particolare riferimento alla emissione di polveri sottili. 

Le Ordinanze adottate nei Comuni capoluogo del Veneto sono state concordate, al fine di rendere più omogeneo e più agevole il rispetto da parte di tutti i cittadini e di rendere più efficace la comunicazione, Perciò i Sindaci di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza si sono coordinati attraverso incontri tecnici per individuare modalità comuni per recepire quanto previsto dall'Accordo del Bacino Padano.

Le Ordinanze approvate, uscite dal Tavolo di lavoro dei comuni capoluogo e approvate dalle rispettive Giunte, saranno presentate il 6 ottobre a Rovigo al Tavolo Tecnico Zonale (TTZ) organizzato dalla Provincia per una condivisione a livello del territorio provinciale, in quanto questi provvedimenti potrebbero risultare sicuramente più efficaci se applicati su una scala più ampia rispetto al solo territorio del Comune capoluogo. 

La problematica della tutela della salute delle persone dagli inquinanti atmosferici, particolarmente nelle aree della Pianura Padana, caratterizzate da condizioni climatiche favorevoli all’accumulo degli inquinanti atmosferici nel periodo invernale, è accertata con incidenza negativa per la salute umana nell'esposizione ad alte concentrazioni di polveri sottili per un periodo di tempo prolungato o a picchi di concentrazione, anche per brevi periodi. 

Il valore limite giornaliero stabilito per le polveri sottili dalla normativa vigente è di 50 microgrammi per metrocubo d’aria e tale valore non deve essere superato per più di 35 volte all’anno, secondo un principio precauzionale. Nel 2019 tale valore nella stazione di rilevamento Arpav di Rovigo è stato superato per 69 giorni totali. Invece il valore limite medio annuale, sempre per le PM10, è di 40 microgrammi per metro cubo d’aria e a Rovigo è arrivato nel 2019 in media a 34. Nel 2020 a Rovigo, ad oggi, il numero dei superamenti giornalieri rispetto al limite massimo è già stato di 47. 

La registrazione dei livelli di inquinamento è competenza di Arpav e sarà anche quest’anno regolamentato con tre livelli di allerta, rappresentati con il sistema dei semafori verdi (nessuna allerta), arancione (allerta 1), rosso (allerta 2). In tutti e tre i casi esistono delle limitazioni di traffico e prescrizioni nelle combustioni, via via crescenti, che sono riportate nella grafica allegata.

Nel 2020 l’Accordo precedentemente concordato delle quattro Regioni del Bacino padano, prevedeva il blocco a partire dalle auto diesel Euro 4, indipendentemente dalle condizioni di allerta. La Regioni del Bacino padano, in considerazione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19 e delle conseguenze di carattere economico e sociale, hanno comunicato la sospensione dell’esecutività della suddetta misura di blocco delle auto diesel Euro 4, ma solo fino alla fine dell’anno 2020. 

I Comuni capoluogo del Veneto hanno perciò concordato di adottare le misure relative ad impianti termici e alle combustioni, che sono rimaste inalterate rispetto allo scorso anno e saranno valide fino alla primavera 2021. Mentre l’Ordinanza relativa alle limitazioni del traffico, che rimane pure praticamente inalterata rispetto all’inverno precedente sia come restrizioni che come deroghe alla circolazione dei mezzi, è stata adottata per una durata limitata fino al 31 dicembre 2020, in attesa delle successive decisioni che saranno prese e comunicate dalla Regione Veneto.

Una novità che è stata introdotta in questa Ordinanza riguarda la deroga per chi deve assistere o rifornire di generi di prima necessità persone affette dal Covid o in quarantena.

All’interno delle Ordinanze si ritrovano alcuni comportamenti prescritti o indicati, ma che dovrebbero diventare patrimonio comune di buone abitudini legate al risparmio energetico o alla riduzione di emissioni di polveri nell’atmosfera.

In particolare il divieto di tenere accesi i motori degli autoveicoli nei passaggi a livello, ai semafori o nelle fasi di carico e scarico.

In riferimento alla Ordinanza sulle biomasse è fatto divieto di bruciare ramaglie o sterpaglie all’aperto, fatto salvo per motivazioni di carattere fitosanitario.

Si invita, inoltre, a tenere le porte chiuse dei locali e dei negozi riscaldati durante il periodo invernale.

Quelle sopra richiamate sono tutte norme di carattere emergenziale, mentre sono da perseguire anche iniziative di carattere “strutturale” che possano portare ad un miglioramento nel corso del tempo dei livelli di diffusione dell’inquinamento, seppure con i limiti determinati dalle sfavorevoli condizioni climatiche ed ambientali tipiche del nostro territorio.

Le azioni in questo senso riguardano interventi di efficientamento energetico su edifici pubblici, ma anche privati; la predisposizione di una rete ciclabile collegata e incentivi all’uso della bicicletta in città; aumento della superficie boscata e riqualificazione delle aree verdi sul territorio comunale; adesione al progetto ridiamo il sorriso alla pianura padana che coinvolge anche il cittadino singolo in una maggiore cura del verde; riorganizzazione del trasporto pubblico locale; creazione di punti di ricarica per auto elettriche diffusi sul territorio comunale; promozione dell'uso condiviso dell'auto; riorganizzazione del trasporto pubblico locale intervenendo anche sugli "orari della città" per cercare di evitare orari di punta eccessivamente congestionati.

E’auspicabile, ha concluso Merlo,  che queste azioni, alcune delle quali già in fase di realizzazione o già programmate, possano trovare ulteriore copertura e finanziamento anche nelle prossime progettazioni regionali e nazionali.

Articolo di Martedì 29 Settembre 2020

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