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CONSIGLIO COMUNALE CORBOLA

La minoranza di Corbola vuole il consiglio comunale aperto al pubblico

Ancora una volta i consigliere comunale d'opposizione di Corbola (Rovigo) tornano sulla questione del consiglio comunale che continua a rimanere chiuso e quindi non visibile al pubblico nonostante tanti altri comuni abbiano cambiato rotta

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CORBOLA (Rovigo) - "Abbiamo sentito una decina di comuni intorno a Corbola, tramite i loro segretari comunali: tutti danno pubblicizzazione ai consigli comunali dopo il Covid-19, o con aperture dirette al pubblico nel rispetto delle regole di sicurezza, o attivando lo streaming. Questo comportamento, democratico e rispettoso dei cittadini, è stato da noi insistentemente richiesto al sindaco Michele Domeneghetti, ritenendo che ci fossero tutte le condizioni necessarie: percorsi di entrata e di uscita dalla sala consiliare oppure zero spese per un eventuale streaming". Così la minoranza di Corbola capitanata da Rossano Doati, che ancora una volta chiede che il consiglio comunale sia aprto al pubblico o visibile tramite streaming perchè i cittadini possano almeno prenderne visione.

"Ma è stato come avere parlato ai muri: dinieghi e molte motivazioni accampate come scuse, più di forma che di sostanza, nella prevaricazione più tenace, oltre ogni immaginazione. Conseguenza: consigli comunali come riunioni carbonare in cui i problemi del paese non trovano certo soluzioni, ma neppure discussione intorno agli stessi". "Citiamo il ‘Punto prelievi’ che negli anni ’90 era stato faticosamente istituito soprattutto per facilitare i molti anziani del paese, chiuso poi in tempi di lockdown e che non è stato ancora riaperto e per questo problema l’amministrazione comunale, occorre sottolineare, non è parsa brillare né per intraprendenza né per idee nuove".

"La sanità sembra essere proprio una croce per Corbola: oltre al problema punto prelievi, il comune ha chiuso anche l’ambulatorio del secondo medico di base, anche questo conquistato dopo molte battaglie un paio di anni fa. Il sindaco può ben dire che è compito del secondo medico del paese, nonché del pediatra, la ricerca di un loro ambulatorio e può così scaricare il problema dalle sue spalle. Ma resta la ferita profonda in un paese di molti anziani e di bambini, tanto più preziosi in quanto ormai pochi e da custodire non come nel medioevo, ma con attenzione generosa e con convinzione".

Proseguendo: "Oltre che per la sanità pubblica il consiglio comunale potrebbe ovviamente essere il luogo di proposte e di miglioramenti per molti altri argomenti con il coinvolgimento anche della minoranza, che non è lì tanto per far polemica o per essere dileggiata dal sindaco, ma che inutilmente alza la mano per farsi ascoltare, che inutilmente vorrebbe partecipi i cittadini alla vita di una paese sempre più povero di servizi, sempre più bisognoso di una amministrazione più presente e più capace di questa, che è dedita ad apparire più che a fare; una amministrazione veramente “creativa”, che non patrocini solo eventi “mondani” per avere visibilità agli occhi di chi non va oltre le apparenze".

Concludendo: "Ci sarebbe profondamente bisogno di un’amministrazione che si adopera in modo fatvo per promuovere i valori civili della trasparenza e della solidarietà e che tutela la salute dei propri concittadini con i servizi necessari".
Articolo di Venerdì 2 Ottobre 2020

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