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IL RECUPERO

San Genesio che rinasce spiegato in un libro

Dopo il terremoto che lo lesionò nel 2012, l’oratorio di San Genesio, un luogo di culto appartato nel silenzio della campagna polesana di Stienta (Rovigo) e la sua riqualificazione danno lo spunto per un libro

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STIENTA (Rovigo) – Ci sono storie che di primo acchito sembrano minori ma che, invece, sono i mattoni della storia di una comunità. È questo il caso dell’oratorio di San Genesio, un luogo di culto appartato nel silenzio della campagna polesana, che costituisce un punto di riferimento di culto e devozione per l’intera comunità stientese.

Il suo recupero, dopo il terremoto che lo lesionò nel 2012, è una storia d’intrecci e volontà umane simili a quelle edificatorie.

Per riassumerne la complicata vicenda, ora è stato pubblicato il libro “L'oratorio di San Genesio a Stienta, lavori post-sisma 2012”, in cui si prende in esame il lavoro molto complesso di restauro e di riqualificazione dell'oratorio benedettino. Il volume illustra, in maniera dettagliata e con numerose immagini grafiche e fotografie l’intervento di recupero dell’Oratorio. Ne abbiamo parlato con l’architetto Massimiliano Furini, autore del volume e curatore dei lavori.

“Sbrogliare l'intricata matassa burocratica che, subito dopo il terremoto, aveva portato alla luce una serie di ostacoli per gli interventi immediati, non è stato facile; il libro ha cercato di farlo” racconta l’architetto Furini che ha cercato di sintetizzarcene l’essenza ripercorrendo la cronistoria delle molte delle tappe che hanno portato alla stesura del trattato.

“È una storia che nasce nel 2012 quando ho avuto l’incarico dalla Curia come coordinatore unico del sisma per tutti i beni religiosi e, quindi, anche di San Genesio” racconta l’architetto. “Fin dalle prime verifiche, effettuate anche dall'ingegner Claudio Pigato, che evidenziavano le vulnerabilità e le parti d’indebolimento della struttura, alla messa in sicurezza finale, è sorto il problema di come procedere, quando si è scoperto che la proprietà non era della parrocchia ma degli eredi Camerini”. La parrocchia, a quel punto, non poteva chiedere i contributi necessari e fino al 2018 tutto si era arenato.

Grazie all’interessamento dell’amministrazione comunale e al successivo contratto registrato che destina per trent’anni il bene alla parrocchia con diritto d’uso, con le annesse e connesse manutenzioni, questa ha acquisito il diritto di chiedere i fondi per il sisma. Le carte da fare erano però molte e complicate ma grazie all’assessore stientese Cristiano Corazzari si è arrivati al primo contributo del Commissario per il sima, pari all’80% dell’importo dei lavori, integrato per il rimanente 20% dalla Fondazione Cariparo. Si trattava esclusivamente di opere di miglioramento della vulnerabilità sismica dell’edificio previste nell’ordinanza commissariale, per scongiurare possibili meccanismi di collasso, e di ripristino alla situazione antecedente al terremoto.

L’incarico affidato a una ditta di fiducia della parrocchia, ha portato a completare il restauro entro il 2019. L’inaugurazione è avvenuta a febbraio 2020.

Alla genesi del libro appartiene un aneddoto esclusivo confidatoci da Furini, in passato già assistente di architettura a Ferrara che alla soglia dei cinquant’anni, è tornato all’università con un dottorato di ricerca all’Università di Architettura di Venezia (IUAV), proprio in scienze delle costruzioni con un risvolto sul miglioramento sismico degli edifici. Con l’ausilio della professoressa Antonella Cecchi, l’architetto Furini ha portato per un’esperienza sul campo gli studenti della facoltà in cantiere, per cui il libro non è altro che il risvolto dei lavori fatti e dell’esperienza vissuta dai ragazzi.

Da quest’esperienza Massimiliano Furini ha creato una collana editoriale “Argomenti di restauro”, pensata come un contenitore per chiunque abbia qualcosa da dire sull’argomento. La pregevole iniziativa, di cui il libro rappresenta il sesto titolo, intende evitare la dispersione della conoscenza al mancare di qualche protagonista. “Parliamone e non temiamo di divulgare le conoscenze” è il credo dell’architetto Furini.

Per la cronaca, alla presentazione del libro, tenutasi in settembre nella parrocchiale di Santo Stefano a Stienta, hanno partecipato anche Antonella Cecchi, professore ordinario di scienza delle costruzioni dello Iuav, nell’occasione accompagnata da alcuni ricercatori, l’ingegner Claudio Pigato l'assessore regionale alla cultura Cristiano Corazzari, il sindaco Enrico Ferrarese, alcuni rappresentanti dell’associazione il Carmine (che ha contribuito alla raccolta fondi) e, naturalmente, il parroco don Giancarlo Berti che ha fatto gli onori di casa.

Ugo Mariano Brasioli

 

Articolo di Martedì 6 Ottobre 2020

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