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OPERA PIA BOTTONI PAPOZZE

Pierluigi Mosca: “I sindacati affermano il falso sulla casa di riposo, ma potranno comunque manifestare”

Il sindaco di Papozze difende la struttura assistenziale Opera Pia F. Bottoni diretta da Mauro Badiale. Cgil, Cisl e Uil strumentalizzano e distorcono le informazioni, nessun rischio per i dipendenti, anzi, si prevede una crescita dell'organico

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PAPOZZE (Rovigo) - “Per un uomo abituato a fare per il proprio paese, piuttosto che a parlare, vedere attaccata la propria persona, l’amministrazione comunale e l’Opera Pia F. Bottoni in modo totalmente gratuito e senza fondamento, è molto poco piacevole”.
Così il sindaco di Papozze, Pierluigi Mosca, a seguito delle polemiche sulla locale casa di riposo diretta da Mauro Badiale operate dai responsabili sindacali della funzione pubblica Cgil con Davide Benazzo, Cisl con Franco Maisto, Uil con Cristiano Maria Pavarin.

“Nonostante le infondate accuse mosse a mio carico, prima di rispondere pubblicamente ho riflettuto a lungo perché sono conscio del fatto che qualsiasi cosa io dica sarà, a prescindere, oggetto di sterile controbattuta. A volte si dovrebbe capire quando è il momento di smettere ed avere la discrezione di tacere. Constato con sommo rammarico - continua Mosca - come venga strumentalizzata dai sindacati la questione della casa di riposo Opera Pia F. Bottoni di Papozze.

Fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria (sabato 7 e domenica 8 marzo) sono stato in contatto con i vertici dell’ente per monitorare i servizi forniti nel periodo emergenziale: servizi erogati in modo esemplare dai lavoratori che si sono trovati a gestire una situazione senza precedenti. Questo fa dell’Opera Pia una struttura residenziale all’avanguardia con personale preparato, qualificato e attento.
Non corrisponde al vero il fatto che io non abbia fornito risposte; anzi, ho tempestivamente dato riscontro alle questioni che mi sono state poste e questo è dimostrabile dalle comunicazioni formali e protocollate che sono intercorse. Probabilmente le risposte fornite non sono confacenti al pensiero dei responsabili sindacali, ma questo non dà certo loro il diritto di affermare il falso; oppure chiunque non si conformi alla loro linea di pensiero diviene un soggetto da “demolire” pubblicamente con qualsiasi strumento?
Ho convocato inoltre una conferenza dei capigruppo con tutte le forze politiche espresse in consiglio comunale, proprio per un maggior confronto politico sul tema e per formulare eventuali indicazioni condivise.
A differenza di quanto si vorrebbe far apparire, sono sempre rimasto in contatto con il consiglio di amministrazione dell’Opera Pia e con la Prefettura di Rovigo, al fine di individuare una possibile soluzione alle richieste dei lavoratori e dei familiari. Di certo non è nel mio stile uscire sulla stampa per enfatizzare certe questioni, soprattutto quando riguardano temi delicati come sono le condizioni e i rapporti degli ospiti e degli operatori della casa di riposo, preferisco lavorare per affrontare assieme agli enti competenti concretamente i problemi, cercando soluzioni legittime, condivise e soprattutto realizzabili.

Rimane l’amarezza, come sindaco, di non aver vinto la battaglia, in conferenza dei sindaci del distretto 2, per l’ottenimento dei posti per non autosufficienti di media intensità e che nessuna sigla sindacale si sia dimostrata solidale e critica in quel contesto.
Credo ed ho sempre creduto nella libertà di pensiero e nelle occasioni di poterlo manifestare; per questo non ho esitato un attimo a concedere l’autorizzazione all’occupazione di Piazza Libertà per lo svolgimento della manifestazione organizzata dalle sigle sindacali ed in programma per venerdì prossimo 9 ottobre, con la raccomandazione di seguire e mettere in atto le misure necessarie al contenimento del contagio da Covid-19. Le manifestazioni sono il succo della democrazia ed è giusto e necessario si svolgano.

Rimane l’amarezza in quanto sulla richiesta formale di manifestazione e presidio non si accenna minimamente alla presenza dei familiari.
E’ inopportuno e fuori luogo per il Sindaco affrontare questioni sindacali di un ente autonomo in quanto materia non di competenza ma rientranti nell’ambito della concertazione interna.

Dalle informazioni in mio possesso, i posti di lavoro non sono a rischio, anzi, con l’apertura del nuovo reparto per non autosufficienti vi sono prospettive di crescita dell’Opera Pia F. Bottoni.

Manifesto la mia più viva solidarietà a tutte le persone impegnate alla casa di risposo, a tutti gli ospiti e loro familiari, garantendo continuità al mio impegno per contribuire, per quanto di mia competenza, al suo continuo miglioramento per far sì che rimanga una struttura di qualità”.

 
Articolo di Mercoledì 7 Ottobre 2020

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