Condividi la notizia

OMICIDIO

Partito il processo per l’uccisione di Giulia Lazzari 

Venerdì 9 ottobre, in Tribunale a Rovigo, è cominciato il processo a Roberto Lo Coco, accusato di aver ucciso la moglie Giulia Lazzari nella propria abitazione di Adria. Un caso che ha scosso tutto il Polesine e non solo 

0
Succede a:
Giulia Lazzari e Roberto Lo Coco

ROVIGO - Secondo il perito nominato dal Tribunale di Rovigo, Roberto Lo Coco, 28enne di Adria, è capace di intendere e di volere, e può affrontare il processo. Il 9 ottobre in via Verdi è cominciato, doveva essere una udienza filtro, ma si è entrati subito nel vivo.

Secondo l’accusa ha ucciso, con  l’aggravante della premeditazione la moglie Giulia Lazzari di 23 anni. 

L’8 ottobre 2019, secondo le indagini coordinate dal sostituto procuratore Sabrina Duò, ha soffocato in via Chieppara ad Adria (LEGGI ARTICOLO), la giovane compagna.

A dare l’allarme, quel tragico martedì, il fratello del marito. Il personale del Suem si è trovato a fronteggiare una scena terrificante. A scatenare la violenza dell’uomo la volontà della moglie di interrompere il rapporto, Roberto Lo Coco, con problemi di tossicodipendenza, ha tentato di dissuaderla, poi il raptus.

Giulia Lazzari, priva di conoscenza da diversi minuti, è arrivata in Ospedale in condizioni già gravissime. E’ morta nove giorni dopo giovedì 17 ottobre (LEGGI ARTICOLO). Una vita breve, un rapporto ormai logoro, con il marito con problemi di tossicodipendenza che sui social network aveva già manifestato una condizione di estremo disagio. Un rapporto già finito ed una bimba di 4 anni da tutelare. Una tragedia nella tragedia. (LEGGI L’ARTICOLO SUI FUNERALI) 

Un delitto che ha sconvolto tutto il Polesine e la comunità di Adria (LEGGI ARTICOLO).

Comune di Adria che ha ottenuto, venerdì 9 ottobre, di entrare nel processo, si è infatti costituito parte civile. In aula, oltre all’imputato visibilmente scosso, anche il sindaco del comune etrusco, Omar Barbierato.

Inizialmente è stato sentito il militare dell’Arma che per primo è arrivato sul luogo della tragedia, poi sono state acquisite due lettere scritte da Lo Coco, la prima consegnata dallo stesso imputato, la seconda, quella che poteva far prevedere la tragedia, consegnata dal fratello più grande. 

Lo Coco aveva manifestato nell’ultima missiva la voglia di farla finita. Drammatica la testimonianza del fratello più piccolo, che ha scoperto la scena della tragedia. Dalle testimonianze è emerso chiaramente che la figlia, che all’epoca dei fatti aveva 4 anni, non era in casa, e quindi non ha assistito. La piccola stava giocando nel cortile adiacente all’abitazione di via Chieppara.

Articolo di Venerdì 9 Ottobre 2020

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it