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VOLONTARIATO

La Volanda cerca volontari

Due progetti da aiutare: i laboratori di lavoro e le prove di autonomia in un appartamento a Stienta nel fine settimana. Fare del bene si può, anche in periodo Covid-19

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BADIA POLESINE (Rovigo) – Non solo emergenza sanitaria il periodo storico nazionale di convivenza con il Coronavirus, ma anche una serie di pesanti ripercussioni sociali per quanto riguarda l’attività dell’associazione dedicata al mondo della disabilità in Altopolesine.
Il presidente de La Volanda, parla di quanto il Covid-19 abbia influito negativamente sulle attività istituzionali dell’associazione e delle prospettive prossime in quello che dai dati epidemiologici sembra prospettarsi come un autunno-inverno difficile.


La domanda di rito è questa: il lockdown prima e le fasi di ripresa che conseguenze hanno avuto sui progetti in corso?
Il Terzo settore al quale appartiene La Volanda ha dovuto sospendere sostanzialmente ogni attività nei mesi da marzo a tutto maggio, con grave nocumento per i soggetti coinvolti; tutti giovani con fragilità o disabilità acclarate.

Più precisamente?
Gestiamo due progetti di cui uno, il working moment svolto in collaborazione con i Servizi sociali dell’Ulss 5 polesana, che a quanto mi risulta è tuttora unico in tutto l’alto Polesine. Qui sette giovani diversamente abili, con l’istituto del “Tirocinio d’inclusione sociale” e l’assistenza di un tutor sperimentano in ambiente protetto, tre giorni la settimana, l’esperienza occupazionale, recuperando il senso del fare quotidiano, che non è poco. La sospensione forzata delle attività ha procurato molto malessere ai giovani e alle loro famiglie, tanto che in un caso si è dovuti ricorrere al ricovero per rimediare al disagio esistenziale. Fortunatamente con la ripresa a metà settembre le cose sono rientrate e tutti e sette hanno ritrovato la serenità.
L’altro progetto svolto da La Volanda è quello dell’autonomia extra familiare in un appartamento autogestito in quel di Stienta, nei fine settimana. Qui dodici giovani a turno e con l’ausilio di tutor provano un’esperienza tesa a promuovere l’indipendenza. Ogni weekend la psicologa Annalisa Rainone segue il percorso evolutivo confrontandosi con gli operatori. Diverse sono le attività complementari proposte, dal progetto “mani in pasta” svolto presso un ristoratore amico dell’associazione, alle attività inclusive come il fare la spesa ed il muoversi nell’ambiente circostante, alle attività più squisitamente ludico-ricreative come il ballo, il nuoto, la pet therapy e quando la stagione lo permette le fattorie sociali.

Passata l’emergenza, tutto bene dunque?
No, perché forse a causa della pandemia, siamo in deficit di tutor. Infatti, cerchiamo volontari disponibili anche un giorno la settimana (per l’appartamento specialmente il sabato e la domenica), per assicurare continuità ai progetti e magari espanderli. Per la tranquillità di chi volesse avvicinarsi alle nostre proposte, aggiungo che i nostri giovani sono persone con deficit cognitivi ma socievoli, assolutamente tranquilli e ben inseriti nei progetti intrapresi. Inoltre nelle attività sono assicurati tutti i protocolli comportamentali anti Covid e i partecipanti sono stati sottoposti ai controlli preventivi previsti dalla normativa vigente.

E quindi?
Quindi faccio appello a coloro che volessero “serenamente” impegnarsi nel sociale a contattare La Volanda al numero 3472794570 oppure via mail a lavolanda@gmail.com. Aggiungo infine che tutti gli associati (tutor compresi) godono di copertura assicurativa per le attività svolte e che l’associazione riconosce, dove ricorra il caso, un eventuale rimborso spese.
 
Articolo di Lunedì 12 Ottobre 2020

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