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LOGISTICA E GRANDI OPERE

Istituzioni assenti di progettualità sul Recovery Fund: la piattaforma a mare dovrebbe essere la priorità del Polesine

La federazione di Rovigo del Partito socialista italiano continua ad insistere sulla bontà dell’idrovia veneta per il corridoio logistico Milano-mare e non abbandona l’idea della piattaforma a mare di fronte a Porto Levante

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ROVIGO – Secondo il Psi di Rovigo la Regione Veneto, diversamente dalla Regione Emilia Romagna, ha finora espresso grande disinteresse per l’idrovia veneta.

“Si aggiunga che anche della Nogara-Mare, ormai, non se ne parla più. Ciò significa che le potenzialità di quell’economia che si collega con i traffici, attuali e potenziali, del corridoio logistico Milano-mare non vedono e non vedranno il coinvolgimento dell’area polesana nata dalla civiltà delle acque.
La stessa Zls ne sarà negativamente condizionata – affermano Giovanni Nonnato e Gianmario Scaramuzza - Non saranno sufficienti le agevolazioni fiscali senza un contesto logistico importante ed efficiente! Ma allora perché finora non si sono levate le voci della Provincia e dei Comuni per compensare le attuali iniziative emiliane? Queste stanno investendo cifre importanti sull’idrovia Ferrara-Mare (LEGGI ARTICOLO) e sulla Cispadana, oltre che sulla portualità di Ravenna. Venezia invece?

Con la bocciatura della piattaforma a mare programmata da Paolo Costa in alleanza con la Cina sta perdendo addirittura la competizione con il porto di Trieste e gli altri porti dell’alto Adriatico. Tutto ciò, oltre che le problematicità legate al canale dei petroli, ha reso meno appetibile anche il percorso dei container verso Porto Levante e, quindi, l’utilizzo dell’idrovia fino a Milano.

Si useranno ancora ferrovie ed autostrade, ormai intasate, con conseguente maggiore inquinamento ambientale e stradale. Per le grandi navi, inoltre, sono necessari fondali di almeno 20 metri ed anche il Mose, utile per salvare la città dall’acqua, procurerà qualche altro ostacolo.
E le istituzioni? Assenti! Offrono una colpevole inerzia all’agonia dell’idrovia veneta per la quale finora sono state spese cifre enormi. E le categorie produttive? Silenzio colpevole anche da queste! E pensare che con le cifre importanti messe a disposizione con il Recovery Fund potrebbe essere attivata la piattaforma a mare indispensabile per la nostra idrovia”.

Per la federazione di Rovigo del Psi il Polesine rimarrebbe quindi “becco e bastonato”.

 
Articolo di Martedì 13 Ottobre 2020

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