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ABUSIVISMO

Parrucchieri ed estetisti denunciano la concorrenza sleale dei furbetti

Una concorrenza sleale addirittura pubblicizzata sui social, che finisce per moltiplicare le difficoltà di chi opera correttamente, gli operatori di Badia Polesine (Rovigo) denunciano

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BADIA POLESINE (Rovigo) – Parrucchieri ed estetisti denunciano la concorrenza sleale dei furbetti del porta a porta e si uniscono per lanciare la loro protesta volta a segnalare un pericoloso e pesante aumento dell’abusivismo. È un problema generale che però colpisce particolarmente questi operatori del benessere, già messi a dura prova dal lockdown prima e dalla lenta ripresa poi, durante la quale la comprensibile diffidenza dei clienti nonostante le precauzioni igieniche adottate, ha portato ad un significativo ammanco nelle entrate. Il confronto con il pre-lockdown è preoccupante e, secondo gli interessati, sull’andamento attuale molto incide la concorrenza sleale di chi in spregio a qualsiasi normativa, già durante il lockdown si recava a domicilio, proseguendo anche in seguito con questa prassi illegale.

Una concorrenza sleale addirittura pubblicizzata sui social, che finisce per moltiplicare le difficoltà di chi opera correttamente e che danneggia chi con molta fatica mantiene in piedi la propria attività, la propria famiglia e, in qualche caso, i dipendenti.

Gli esercenti badiesi del settore legato alla bellezza e alla cura personale hanno quindi deciso di fare squadra per portare alla luce questo disdicevole fenomeno che alimenta, fra l’altro l’evasione fiscale. Contrastarlo non è facile ma, intanto, gli operatori titolari delle attività che stanno vivendo in prima persona la situazione di svantaggio, si sono ritrovati per discuterne assieme con l’Associazione operatori economici badiesi (Aoeb) per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica. All’incontro c’era, in rappresentare dell’amministrazione badiese, il consigliere capogruppo di maggioranza Cristian Brenzan  che ha così voluto far sentire la propria vicinanza al problema. L’iniziativa mira a far emergere questa emergenza che rischia di far chiudere attività che da anni operano legalmente nel territorio creando posti di lavoro e che operando con tutte le garanzie  igienico sanitarie per il cliente, contribuiscono al contrasto  della diffusione del Covid-19. Anche i cittadini utenti dovrebbero contribuire, perché al risparmio di qualche euro non corrisponde la qualità e l’affidabilità del servizio.

U.M.B.

Articolo di Venerdì 16 Ottobre 2020

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