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CONTAGIO COVID-19

Coronavirus, le parrocchie sono in sicurezza

L’ultimo Dpcm non cambia le norme per le chiese che già seguono un protocollo rigoroso. Funzioni religiose in sicurezza

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ROVIGO - Per le chiese parrocchiali dopo il decreto del presidente del consiglio dei ministri firmato il 13 ottobre scorso non cambia di fatto quasi nulla. Il decreto e le successive comunicazioni con la Cei hanno confermato che le prassi messe in atto dalla ripresa delle celebrazioni con il popolo il 18 maggio scorso fino ad oggi, garantiscono la sicurezza dei fedeli.

Il distanziamento, le norme di igienizzazione e i controlli dall’accoglienza fino all’uscita dei luoghi di culto da parte dei volontari, sembra dare frutto nell’impedire la maggiore diffusione del virus che, per tre mesi, ha impedito le celebrazioni con i fedeli. Le norme pertanto rimangono invariate sia per le chiese, e quindi per le celebrazioni connesse, che per le attività pastorali. Sono invece da sospendere tutti i momenti conviviali (cene, feste...) per i pericoli che essi comportano.

l numero dei fedeli per ogni chiesa, e per le celebrazioni, rimane quello definito alla riapertura in base alle normative sul distanziamento (valgono anche le indicazioni per i cori, possono cantare ma distanziati con mascherina). Rimangono obbligatori l’igienizzazione delle mani all’ingresso e l’uso della mascherina che copra naso e bocca ed è fatto divieto di accesso a chi presenta sintomi o è stato a contato con soggetti affetti da Covid-19. Rimane vietato lo scambio del gesto di pace e la comunione può essere ricevuta soltanto sulla mano. Il sacerdote distribuisce la comunione dopo essersi igienizzato accuratamente le mani e indossando la mascherina. Il sacerdote che presiede la celebrazione indossarerà la mascherina quando non si può garantire la distanza minima da altre persone di almeno un metro che aumenta a due quando si canta o si prega ad alta voce. Le offerte possono essere raccolte dopo la comunione (per evitare di toccare il denaro prima di ricevere l’Eucaristia per questioni di igiene) o con appositi cesti in fondo alla chiesa.

Per quanto riguarda i sacramenti (battesimi, confessioni, prime comunioni, cresime, matrimoni) rimangono in vigore le normative già applicate. Le limitazioni numeriche imposte dal Dpcm per feste non riguardano il numero di fedeli che invece va definito e limitato in base alla capienza della chiesa. Gli incontri di catechesi o formativi, oltre all’utilizzo della mascherina e all’igienizzazione delle mani, devono avvenire in ambienti in cui è possibile il distanziamento di almeno un metro in situazione statica. Per la catechesi è preferibile il piccolo gruppo accompagnato da un educatore (i minorenni non possono tenere gruppi ma possono affiancare gli adulti come nelle attività estive). Le limitazioni messe in atto da maggio ad oggi continuano, ma questo, garantisce anche la qualità e la sicurezza delle comunità parrocchiali, che, anche se con fatica si sforzano ogni giorno di annunciare il Vangelo anche garantendo la sicurezza dei fedeli e di tutti.
Articolo di Venerdì 16 Ottobre 2020

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