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POLESINE

Di grande rilievo il convegno sulle acque

Il convegno che si è tenuto a Rovigo sarà la base per l’elaborazione di un volume che verrà pubblicato nella collana Geostorie del territorio di Franco Angeli

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ROVIGO - Un convegno di altissimo profilo con interventi frutto di ricerche innovative e originali e che ha messo in evidenza l’utilità di un approccio multidisciplinare nell’affrontare i temi relativi alle acque in Polesine. È stato questo il filo conduttore dell’evento organizzato al Cen.Ser. di Rovigo sabato 17 ottobre dal Consiglio di Bacino Polesine e dall’Università di Padova, artefici del convegno “Le acque del Polesine in età moderna e contemporanea” patrocinato dalla Regione del Veneto, da Anea, dalla Fondazione di Storia Onlus, dal Consorzio di Bonifica Adige Po, da Acquevenete e dai comuni di Rovigo e Polesella. 

In apertura il presidente del Consiglio di Bacino Leonardo Raito ha letto i messaggi di saluto da parte del Presidente della Regione Luca Zaia, del presidente della Provincia Ivan Dall’Ara e della presidente Anea Marisa Abbondanzieri e ha ricordato come il convegno sia stato frutto di un percorso durato oltre un anno e che prevedeva inizialmente la sua realizzazione a Polesella, con la scelta poi ricaduta su Rovigo e sul Cen.Ser. luogo adeguato per una gestione in piena sicurezza di pubblico e relatori.  

La sessione della mattinata, presieduta dal professor Franco Cazzola dell’Università di Bologna, ha visto susseguirsi le relazioni di Fiorenzo Rossi, che parlando della demografia storica del Polesine ha evidenziato come spesso gli eventi d’acque siano stati artefici di scostamenti demografici e di Massimo Rossi, sulla cartografia storica, che ha presentato, anche con l’ausilio di una vasta documentazione, il livello di analisi territoriale dai tempi moderni a oggi. Alice Blythe Raviola, dell’Università di Milano, ha raccontato il Po come strada navigabile e snodo militare e di vettovagliamento di carattere europeo nel corso della storia moderna. Stefania Malavasi dell’Università di Padova si è invece dedicata a una serie di appunti per una storia della viticoltura nel Polesine durante il periodo delle bonifiche (secc. XVI-XVIII). 

Michela Marangoni, ha affrontato il tema della devozione nel Polesine di Adria e Rovigo dal XVI al XIX secolo, mentre la storica della matematica ferrarese Maria Giulia Lugaresi, ha dedicato le sue riflessioni al fiume Reno e alla rete fluviale del Ferrarese. 

La sessione pomeridiana, presieduta da Leonardo Raito, ha visto invece gli interventi di Massimo Galtarossa, che in una bella relazione si è occupato di mulini e pesca sul fiume Po a metà settecento; di Gianpaolo Milan, intervenuto sulla figura di Pietro Paleocapa e i suoi lavori in Polesine; mentre Lino Tosini ha parlato della ricostruzione post alluvione. Monica Fioravanzo, dell’Università di Padova, si è occupata della figura di Lina Merlin e dei suoi interventi parlamentari soprattutto legati alle esigenze idrauliche della Provincia, mentre Stefano Piazza ha discusso il tema delle politiche regionali dell’acqua dal 1970 a oggi. In conclusione, ancora Leonardo Raito ha tracciato la storia dell’Ato Polesine, evidenziando i momenti chiave di una storia istituzionale che ha denotato l’ente come luogo di concertazione e di discussione delle principali decisioni che hanno riguardato il sistema idrico in Polesine. In conclusione, il coordinatore scientifico del convegno, Filiberto Agostini, ha voluto ribadire che ogni ricerca che riguardi un tema importante come quello dell’acqua rappresenti anche una forma di impegno civile verso un corretto uso di una risorsa che non va sprecata. Il convegno sarà la base per l’elaborazione di un volume che verrà pubblicato nella collana Geostorie del territorio di Franco Angeli. 

Articolo di Lunedì 19 Ottobre 2020

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