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Il rugby non si ferma, il minirugby sì

Lombardia a parte, per la palla ovale il nuovo Dpcm nella sostanza cambia poco fino all’Under 16, dall’Under 14 in giù sono previsti unicamente allenamenti individuali e le competizioni sono sospese

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Matteo Ferro capitano della FemiCz Rovigo

La Federazione Italiana Rugby informa che, in ottemperanza al Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 18 ottobre 2020, tutta l’attività seniores a carattere nazionale e regionale potrà proseguire regolarmente sull’intero territorio.

Sono pertanto consentiti gli allenamenti e la regolare disputa di competizioni per le Società partecipanti all’attività nazionale - Peroni TOP10, Coppa Italia, Serie A Maschile, Serie A Femminile, Serie B, Serie C Girone 1 - nonchè la regolare prosecuzione degli allenamenti e delle competizioni regionali seniores, vale a dire la Serie C Girone 2 e la Coppa Italia Femminile. Sono inoltre consentiti gli allenamenti e la regolare disputa di incontri, sulla base dei calendari definiti dai Comitati Regionali competenti, dell’attività dell’Under 18 Elite Maschile, U18 Regionale Maschile e Femminile ed Under 16. Quanto sopra fatta salva l’ordinanza n. 620 della Regione Lombardia.

Relativamente all’attività U14 sono in corso contatti con i competenti organi di Governo: sino a ulteriori comunicazioni, l’attività potrà continuare limitatamente agli allenamenti individuali.

Può allo stato proseguire esclusivamente in forma individuale l’attività U12, Minirugby e attività amatoriali Old, Touch e Tag-Rugby.

“Responsabilità e rispetto delle norme governative devono continuare a guidarci in questo delicatissimo momento che il rugby, come tutti gli altri sport, si trova ad attraversare. Sarebbe un errore considerare vani i  sacrifici e gli investimenti che il nostri Club - commenta il Presidente della FIR, Alfredo Gavazzi  - hanno compiuto in questi mesi per mantenere attivo il proprio tessuto sociale. La FIR continuerà a sostenere attivamente il movimento e le lezioni che abbiamo appreso durante il lockdown ci aiuteranno a superare una nuova fase critica. I settori giovanili rappresentano il futuro dello sport ed hanno un forte valore culturale, sanitario e formativo che il Paese non può e non deve trascurare”.

Articolo di Lunedì 19 Ottobre 2020

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