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EMERGENZA SANITARIA 

Covid-19: Il sindacato dei Pompieri proclama lo stato di agitazione

Usb denuncia la mancata prevenzione nelle caserme dei Vigili del fuoco del Veneto, Pompieri sempre in prima linea per salvare vite, il sindacato chiede i tamponi per il personale per poter lavorare in sicurezza 

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ROVIGO - “Il ricorso alla mobilitazione del personale Vigili del Fuoco del Veneto è determinato dalla mancanza di prevenzione del contagio da Covid-19 attraverso una sorveglianza sanitaria comprensiva di tampone faringeo” lo esclama con forza Usb, Unione Sindacale di Base Vigili del Fuoco.

“Come abbiamo potuto constatare, l’andamento dei contagi è in continuo aumento, la pandemia non è terminata e nemmeno l’emergenza interna nei Vigili del Fuoco. Risulta avvilente come l’amministrazione non preveda una sorveglianza sanitaria per il personale dei Vigili del fuoco, continuamente esposto al virus a causa dell’impossibilità di mantenere il “distanziamento sociale” e spesso a contatto con la cittadinanza. Sorveglianza intesa come screening ai lavoratori del veneto attraverso tamponi oro-faringei”.

Nessuno si dimentica il picco di marzo e aprile e lo stato critico in cui versavano i comandi del veneto. “Citiamo il cluster al comando di Padova e contagi in tutti gli altri comandi che hanno pregiudicato la continuità del servizio di soccorso”. 

“I casi positivi, nei comandi del Veneto, non si sono pressochè mai fermati. I lavoratori hanno continuato a segnalarli ma a ciò non è seguito un tracciamento dei contatti nel posto di lavoro. Visto che un ulteriore picco di positivi potrebbe dare il colpo di grazia al dispositivo di soccorso, a causa anche del ridotto organico in regione, ritenendo che solo monitorando la diffusione del Covid-19 nel personale del Comando si riesce a non contagiare le nostre famiglie, i colleghi sani e le persone che a vario titolo chiedono un nostro intervento, dichiariamo lo stato di agitazione Regionale e chiediamo l’immediata applicazione della normativa vigente con l’attivazione della procedura della prima fase di conciliazione preventiva concordando sia la data dell’incontro sia il dirigente superiore”arbitro” come da prassi del passato”.

 

 

Articolo di Lunedì 19 Ottobre 2020

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