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FORMULA 1

Lewis Hamilton e la Mercedes sono nella storia della Formula 1

Vittoria numero 91 per la carriera del britannico, raggiunge in testa alla classifica all time una leggenda come Michael Schumacher

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Trionfando al GP dell’Eifel, in Germania, sullo storico circuito del Nürburgring, Lewis Hamilton è riuscito a portarsi a casa la vittoria numero 91 della sua straordinaria carriera, raggiungendo in testa alla classifica all time una leggenda come Michael Schumacher. Certo, la Mercedes è per distacco la migliore vettura di tutta la F1, ma negli anni Hamilton ha saputo annichilire ogni avversario, sia in qualifica che in gara e, in tal senso, i numero parlano chiaro, chiarissimo. Anche i più accaniti tifosi Ferrari hanno dovuto ricredersi e sembrano aver accettato che il britannico è senza alcun dubbio uno dei migliori piloti della storia della F1, sicuramente il migliore della propria epoca. Resta da capire se a parità di vettura Verstappen e Leclerc riuscirebbero ad avere la meglio dell’inglese ma, senza la possibilità della controprova, non possiamo fare altro che goderci lo spettacolo che ogni weekend il numero 44 mette in scena.


 


Le Mercedes hanno monopolizzato l’era ibrida


Gli appassionati di Formula 1 più incalliti sapranno sicuramente che uno dei principali fattori che ha determinato i successi della Mercedes è stato l’avvento dell’ibrido. Ma cosa si intende per era ibrida e perché la casa di Stoccarda ha saputo muoversi all’interno dei regolamenti tecnici meglio di tutti i rivali? Per comprendere ciò dobbiamo necessariamente fare un passo indietro e andare negli anni a cavallo tra il primo e il secondo decennio del 2000 quando, dopo il ciclo vincente delle Red Bull, la F1 sentì l’esigenza di introdurre un cambio regolamentare che avrebbe portato dal classico motore a benzina V8 o V 10 a un motore con una parte termica e una parte elettrica, ibrido per l’appunto. All’epoca non tutti, sicuramente non a Maranello, compresero quanto il passaggio all’ibrido avrebbe rotto gli equilibri esistenti e avrebbe avvantaggiato in modo spropositato proprio la Mercedes che già da anni stava sviluppando questo tipo di tecnologia e che, quindi, si ritrovò con un vantaggio enorme rispetto ai rivali. Tant’è che dal 2014, anno in cui venne introdotto l’ibrido, la Mercedes si è portata a casa tutti e sei i titoli mondiali a disposizione, cinque volte per mano di Lewis Hamilton e una volta con Nico Rosberg. Numeri che, se possibile, non raccontano appieno il dominio messo in scena dalle Frecce d’Argento in questi anni e non è un caso che 16 ottobre, secondo le scommesse online a quota 1,50, Hamilton sia considerato nuovamente il favorito indiscusso per la vittoria del prossimo Gran Premio del Portogallo, vittoria che avvicinerebbe ancora di più il britannico al settimo titolo mondiale in carriera.


 


I problemi della Ferrari non si fermano al motore


Se è vero che sicuramente la Mercedes ha avuto un vantaggio enorme in fase di sviluppo del motore, è altrettanto vero che la casa di Stoccarda non si è mai cullata sugli allori e ogni anno ha saputo mettere in piedi una macchina pressoché imbattibile, sia a livello di telaio, sia a livello di componentistica che di aerodinamica. In uno sport estremizzato come la F1 è la somma che fa il totale e in Ferrari, anche quando hanno avuto a disposizione il miglior motore in griglia, non sono riusciti a dar vita a una macchina che fosse veramente completa. E così, anche quando le Rosse hanno potuto fare affidamento su un motore che con ragionevole certezza non era perfettamente conforme al regolamento tecnico e sportivo, la casa del Cavallino si è dovuta accontentare di essere la seconda scuderia in pista. Quest’anno, tuttavia, dopo l’accordo riservato con la FIA, giunto dopo che erano emersi dei dubbi proprio in ordine alla legalità del sistema ibrido, a Maranello si sono ritrovati con un motore depotenziato di almeno 50 cavalli e Leclerc e Vettel sono stati costretti a dire addio ai sogni di gloria. I problemi della Ferrari, tuttavia, non si fermano al motore ma, anzi, sono ben più profondi e la sensazione è che difficilmente la casa del Cavallino riuscirà a invertire la rotta in vista della prossima stagione.


In casa Ferrari non resta altro da fare che iniziare già a pensare al 2022 quando il cambio di regolamento, almeno nelle intenzioni della Formula 1, dovrebbe rimescolare le carte e porre fine al dominio Mercedes. Vedremo se nei fatti sarà così e da tifosi delle Rosse non possiamo fare altro che augurarci che quanto prima queste stagioni fallimentari diventino solo un lontano ricordo.
Articolo di Mercoledì 21 Ottobre 2020

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