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CONTAGIO COVID-19

Sospese le visita ai degenti delle case di riposo per due settimane

La decisione dei direttori dei centri servizi polesani è stata presa dopo le nuove direttive regionali che impongono il tampone rapido all’ingresso dei visitatori, a Rovigo e in provincia non hanno sufficiente personale

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ROVIGO - Sin dall’inizio dell’emergenza Covid-19 I direttori dei centri servizi polesani si sono organizzati in un gruppo di lavoro permanente per concordare decisioni di interesse comune e per interfacciarsi in modo efficiente con l’Ulss 5 Polesana.

Va precisato che l’azione dei centri servizi polesani ha sinora prodotto positivi risultati nel contenimento del contagio - visto che le strutture polesane continuano a essere Covid free - e ha consentito di garantire le visite dei familiari in totale sicurezza pur con qualche disagio collegato alla minore frequenza delle visite rispetto al passato.

Ora, come conseguenza di un generale peggioramento della situazione epidemiologica, la Regione del Veneto ha approvato nuove indicazioni operative.

In particolare, la direzione regionale prevenzione, sicurezza alimentare e veterinaria in data 12 ottobre 2020 ha inviato una lettera alle Ulss nella quale ha dato indicazione che per poter accedere alle strutture, ferme restando le misure già poste in essere, i visitatori avrebbero dovuto sottoporsi a tampone rapido, da ripetere ogni sette giorni in caso di nuova visita.

Il tampone rapido si aggiunge alle misure di sicurezza già attuate nelle strutture (viste programmate, mascherina, distanziamento ecc.) come ulteriore misura di prevenzione del rischio di contagio da Covid-19.

Nella stessa lettera della direzione regionale, che l’azienda Ulss ha trasmesso ai centri servizi pregandoli di attenersi puntualmente alle indicazioni ricevute, è anche stabilito che le aziende Ulss forniscano i test (cioè i tamponi rapidi) e che i centri servizi provvedano somministrare, registrare e tracciare i test.

Allo scopo di esaminare tali indicazioni, il 14 ottobre scorso si è svolta una videoconferenza organizzata dal direttore generale dell’Ulss 5 con i centri servizi polesani e in tale sede i centri servizi medesimi hanno detto con grande chiarezza di non essere assolutamente nella condizione di provvedere a quanto richiesto dalla Regione Veneto a causa della ben nota situazione di carenza infermieristica che interessa tutte le strutture polesane.

Si tratta di una carenza che purtroppo rischia di aggravarsi perché è noto che la situazione epidemiologica sta peggiorando e la sanità veneta si sta attrezzando per livelli crescenti di intervento, livelli che se attuati comporteranno ulteriori difficoltà a reperire infermieri per le nostre strutture.

Successivamente, in data 17 ottobre 2020 è stata emanata dal Presidente della Giunta Regionale del Veneto l’Ordinanza n. 141 con la quale si dispone che l’accesso dei visitatori nelle Rsa è ammesso nel rispetto delle disposizioni della direzione di ciascuna struttura e previo esame periodico, confermando quindi di fatto le indicazioni della Direzione Regionale Prevenzione. 

I Direttori dei Centri Servizi Polesani hanno preso atto dell’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale n. 141 del 17 ottobre 2020 riguardante l’esecuzione di esami periodici per i visitatori delle Rsa e della precedente indicazione regionale del 12 ottobre 2020 riguardante l’esecuzione di test rapidi ai visitatori delle Rsa, verosimilmente tra loro collegate.

Hanno preso atto che la direzione generale dell’Ulss, informata in data 14 ottobre 2020 dell’impossibilità, espressa da tutti i centri servizi, di non poter dare corso alle indicazioni regionali a causa della ben nota carenza di personale infermieristico, avrebbe rappresentato tale posizione in Regione. Hanno preso atto di una recente dichiarazione del presidente Zaia secondo cui la decisione di sottoporre a test i familiari in visita sarebbe prerogativa dei centri servizi, quindi non un obbligo. Hanno considerato però che dal tenore dell’Ordinanza n. 141 del 17 ottobre 2020 e delle indicazioni fornite dalla Direzione Regionale Prevenzione del 12 ottobre 2020 non si può dedurre che i centri servizi possano scegliere se somministrare o non somministrare i test ai familiari. Hanno quindi ritenuto necessario chiedere un urgente chiarimento alla Regione Veneto.

Hanno confermato qualora fosse confermata la necessità di eseguire i test rapidi per i visitatori, che i Centri Servizi Polesani non sarebbero in condizione di garantire l’esecuzione dei test a causa della carenza di personale infermieristico senza correre il rischio di distogliere il personale in servizio dalle attività ordinarie di assistenza.

E per tali motivi hanno concordato di sospendere le visite agli ospiti da parte dei famigliari indicativamente per le prossime due settimane, in attesa di chiarimenti da parte della Regione Veneto.

Infatti nessuna struttura polesana sarebbe in questo momento in grado di rispettare l’ordinanza regionale di sottoporre a test rapido i familiari in visita, con tutte le conseguenze in caso di contagi sopravvenuti.

Il provvedimento include: Casa Albergo per anziani Lendinara, Casa di riposo di Trecenta, Casa del Sorriso Badia Polesine, Casa Sacra famiglia Fratta, Centro Servizi Rosolina, Centro Servizi S. Gaetano Crespino, Centro servizi Città di Rovigo, Centro Servizi Anziani Adria, Centro Servizi la Quiete Fiesso U., CIASS Corbola Ariano e Taglio di Po, Fondazione San Salvatore Ficarolo, IRAS Rovigo, La residence Ficarolo, Residenza S. Anna Anni Azzurri Villadose. RSA San Martino Castelmassa, Villa C. Resemini Stienta.

Articolo di Mercoledì 21 Ottobre 2020

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