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CASE DI RIPOSO

Residenze per anziani: garantire lo screening richiesto dalla Regione è praticamente impossibile

La preoccupazione di Tosca Sambinello, numero uno della Casa Albergo per anziani di Lendinara (Rovigo), per la gestione degli screening anticovid è confermata dalla presa di posizione dei direttori

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LENDINARA (Rovigo) – La preoccupazione di Tosca Sambinello per la gestione degli screening anticovid, manifestata solo pochi giorni fa, in un’intervista concessa alla nostra testata, è confermata dalla decisione dei direttori di chiudere alle visite dei familiari.

La Regione del Veneto approvando le nuove indicazioni operative in conseguenza del generale peggioramento della situazione epidemiologica Covid-19, ha imposto alle strutture residenziali per anziani il tampone rapido a tutti i visitatori che entrano nelle strutture, da ripetere ogni sette giorni in caso di nuova visita.

Un provvedimento ritenuto sin da subito insostenibile dalla  numero uno della Casa Albergo per Anziani di Lendinara, parlando dell’ampliamento dei servizi del Centro Residenziale di Cure Palliative “Casa del Vento Rosa”, quando ha affermato: “Per fornire appropriate risposte ai bisogni delle persone sofferenti e dei loro cari, occorrono risorse aggiuntive che non abbiamo e non solamente il senso del dovere e la passione per l’umano da sempre profusi”.

La sua preoccupazione si concentrava sul sovraccarico che gli obblighi di prevenzione al coronavirus comportano ad una organizzazione già stressata da sette mesi di impegno quotidiano “… mai andato in quarantena”.

“Lo sforzo organizzativo della struttura è assolutamente straordinario e coinvolge tutti fin dal lockdown, ma proprio perché protratto nel tempo se non è sostenibile con queste sole risorse” ha dichiarato Tosca Sambinello che, nell’occasione ringraziava la dottoressa Rita Saltari (responsabile delle cure palliative dell’Hospice dal 2006) impegnata costantemente in prima linea per le persone lì ospitate e per le loro famiglie.

“Il Covid-19 non ha minato la volontà di perseguire l’obiettivo ma, sottolinea la Presidente, con l’obbligo di fare i tamponi veloci anche ai visitatori una volta la settimana, rischiamo il collasso, perché ogni tampone va registrato e poi processato, e, moltiplicando la mezz’ora necessaria per ciascun test; tutto tempo sottratto all’assistenza dell’anziano, senza contare come sia sempre più difficile far quadrare il cerchio, sospeso fra la continuità assistenziale e i costi economici conseguenti”. Tradotto 5 euro a tampone, chi li paga?

“Abbiamo segnalato le difficoltà ai competenti uffici regionali, prosegue la Presidente, ma è evidente che all’origine c’è un problema di distrazione politica ai problemi che affliggono le Ipab”. La Sambinello lamenta, infatti, che: “La Regione conosce benissimo la nostra situazione, compresa la cronica carenza di personale paramedico, sottrattoci dalla disparità di trattamento economico con le aziende sanitarie e sa che i costi sono tutti a nostro carico, ciononostante sembra disancorata dalla realtà”. Effettivamente nelle strutture per anziani c’è bisogno disperato di infermieri ma i bandi o vanno deserti o i vincitori, appena possono, scappano attratti dal miglior stipendio offerto dalle aziende ospedaliere.

“Garantire lo screening richiesto dalla Regione rispettando gli standard organizzativi e qualitativi, con queste risorse umane è praticamente impossibile, senza contare, aggiunge la Presidente, che a stretto rigore fare i tamponi ai familiari sarebbe un’attività di sanità pubblica territoriale e le strutture per anziani non sono nate con questo scopo”. Diventa dunque anche un discorso di competenze.

In effetti, la decisione di sospendere le visite agli anziani, assunta dai direttori delle strutture polesane, certifica l’insostenibilità della situazione venutasi a creare nelle Case di riposo, come denunciato da Tosca Sambinello.

Ugo Mariano Brasioli

 

Articolo di Venerdì 23 Ottobre 2020

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