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CARABINIERI 

Furto in azienda per 400 mila euro, denunciati in tre, due sono della provincia di Rovigo 

I dirigenti della nota azienda di Ferrara, produttrice di calzature ed accessori in pelle, avevano notato il loro prodotti on line in vendita a metà prezzo, il venditore era un 28enne di Rovigo, denunciato dai Carabinieri anche il “fornitore”

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FERRARA - L’operazione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Ferrara, è scattata all’alba di mercoledì 21 ottobre, con tre perquisizioni domiciliari ed una presso l’azienda, vittima dell’azione illecita, che ha portato alla denuncia in stato di libertà di due dipendenti della società e di un soggetto esterno, nonché al recupero di refurtiva per un controvalore di circa 400.000 Euro.

I dirigenti della nota azienda, produttrice di calzature ed accessori in pelle, titolare di brand di alta gamma, avevano notato che da un paio di anni comparivano loro prodotti, originali, in vendita su siti internet, ad una cifra pari al 50% del normale prezzo di mercato.

La prima mossa del servizio di sicurezza interno fu quella di monitorare la produzione e di incaricare una società di investigazioni, al fine di identificare gli autori delle vendite on line e comprendere da dove provenissero i prodotti. Gli investigatori privati riuscirono a risalire ad un nickname registrato su internet, genericamente collocato nell’area geografica milanese.

I manager decidevano quindi di rivolgersi ai Carabinieri, presentando una denuncia nel febbraio del 2020.  I militari attivavano immediatamente le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Ferrara, ma, considerato il periodo di lockdown, anche le vendite del prodotto sui siti internet appariva molto rarefatta.

Con la “Fase 2 covid” anche gli autori dei furti si rimettevano in piena attività, per cui gli investigatori potevano monitorare ed identificare il venditore on line, in un giovane ventottenne della provincia di Rovigo (Fratta Polesine), il quale veniva sottoposto a “monitoraggio”.

Dalle attività investigative, svolte sul conto del giovane, si poteva risalire anche ai suoi “fornitori”, che venivano identificati in un uomo cinquantatreenne anch’egli della provincia di Rovigo (Occhiobello9 ed una donna quarantacinquenne, di origini straniere residente in città, entrambi dipendenti della nota firma.

Si poteva così documentare che, periodicamente i due collaboratori infedeli, sottraevano pochi capi dal ciclo produttivo finale, per portarli presso le proprie abitazioni. Successivamente contattavano il loro complice per la vendita on line dei prodotti sottratti.Il danno arrecato alla società, nel corso degli anni, è stimato in diverse centinaia di migliaia di euro.

Nel corso delle perquisizioni è stata recuperata refurtiva, tra capi finiti e materie prime (pelli), per un valore stimato di circa 400.00 euro, restituito ai legittimi proprietari.

Terminata questa prima importante fase, il Nucleo Investigativo, coadiuvato dal servizio di sicurezza aziendale che ha già fornito un determinante contributo in questo periodo, proseguirà nelle indagini, al fine di verificare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti.

 

 

Articolo di Venerdì 23 Ottobre 2020

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