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RELIGIONE

Rivelato il volto di San Teobaldo

Il progetto promosso dalla diocesi di Adria-Rovigo e dalle parrocchie di Badia Polesine, è stato seguito con grande attenzione anche in Francia dove sono centinaia i siti legati al culto di San Teobaldo

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BADIA POLESINE (Rovigo) – Giovedì scorso, è stato finalmente svelato il volto di San Teobaldo, nel corso di una cerimonia officiata da don Alex Miglioli. L’idea della ricostruzione era nata nel 2018 nel corso delle Giornate di studio teobaldiane a Saint Thibault des Vignes, comune francese gemellato con Badia, dove ogni anno studiosi francesi e italiani si incontrano per aggiornarsi sulle scoperte e i riscontri relativi alla figura e alla diffusione del culto di Teobaldo. Con loro c’è sempre stato anche il parroco di Badia Polesine, don Alex Miglioli, che ha deciso di concretare la ricostruzione facciale forense del santo.

Fondamentale è stata, lo scorso anno, la commissione canonica costituita dal vescovo di Adria - Rovigo, monsignor Pier Antonio Pavanello, con l’ispezione (la decima ricognizione effettuata nella storia) dell’urna posta sull'altare a lui dedicato nella parrocchiale di Badia. Le centinaia di foto digitali del teschio scattate per l’occasione hanno consentito agli studiosi, di ricostruirne la fisiognomia comprovandone l’autenticità, l’età, il sesso e la presenza di lebbra, reputata la causa del decesso. Grazie agli studi coordinati dall’università di Padova, al rilievo 3D delle reliquie e a tecniche innovative che hanno compreso lo studio del DNA, sono così riemersi dalle nebbie millenarie del tempo i tratti somatici del patrono badiese.  Il grado di affidabilità del risultato conseguito si può quantificare in 75-80%, ritenuto dagli studiosi molto buono, considerando che le parti costituite da cartilagini come orecchie e naso non possono che essere immaginate.

La ricostruzione facciale del santo, è stata presentata da Nicola Carrara del museo di antropologia dell’università patavina che ha spiegato come: “Le ossa appartengono ad un maschio morto tra i 30 e i 35anni e denotano la presenza della lebbra; purtroppo non si è conservato molto DNA, che avrebbe permesso una maggiore accuratezza nei dettagli della ricostruzione del viso”. Ad ogni modo una stima ragionata dei tratti e della provenienza rispetto all’epoca in cui visse il santo porta alla conclusione presentata.

Originario di Provins, in Francia, da una nobile famiglia, Teobaldo è morto nel 1066 nei pressi di Badia Polesine. Era un eremita: fece diversi pellegrinaggi. Non a caso è stato scelto dalla diocesi di Vicenza come testimone nel progetto della Romea Strata, l’antico cammino dei pellegrini, di 1400 chilometri, che collega il nordest d’Europa a Roma.

Voleva dirigersi a Gerusalemme, ma per problemi di salute si fermò nella zona vicentina, in località Sajanega, nel comune di Sossano. Badia divenne per lui un riferimento, qui c’era l’antica abbazia benedettina, poi camaldolese, della Vangadizza, dove viveva il suo padre spirituale. Il progetto promosso dalla diocesi di Adria-Rovigo e dalle parrocchie di Badia Polesine, Sossano in provincia di Vicenza e Bosco di Rubano in provincia di Padova, è stato seguito con grande attenzione anche in Francia dove sono centinaia i siti legati al culto di San Teobaldo, la cui statua si trova anche sopra il colonnato di Bernini in Piazza San Pietro. 

“Ora, grazie alla ricostruzione del volto, è grande l’emozione di potersi trovare faccia a faccia con lui” ha dichiarato don Alex.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Sabato 24 Ottobre 2020

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